
AL VIA IL FORUM COLDIRETTI, DALLE PAROLE DI GINO STRADA ALL’APPELLO PER LA PACE: A ROMA ANCHE LA DELEGAZIONE VENETA
Il XXIV Forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione si apre con le parole di Charlie Chaplin interpretate da Michele Placido. Gesmundo: “Non c’è alternativa alla pace”. Presenti anche i dirigenti di Coldiretti Veneto.
“Io non sono pacifista. Io sono contro la guerra perché la guerra non si può umanizzare, si può solo abolire”.

Le parole di Gino Strada aprono una riflessione che attraversa il XXIV Forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione, organizzato da Coldiretti con lo Studio Ambrosetti a Palazzo Rospigliosi, a Roma, oggi 20 e domani 21 ottobre. Un richiamo alla responsabilità e alla necessità di riportare la pace al centro delle scelte politiche, economiche e sociali, in un contesto internazionale segnato da conflitti che incidono direttamente sulla vita delle persone e sulla tenuta dei sistemi produttivi.
A dare voce a questo messaggio, in apertura dei lavori, è stato l’attore e regista Michele Placido, che ha interpretato il discorso all’umanità tratto da Il grande dittatore di Charlie Chaplin, film del 1940. “Pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchine ci serve umanità, più che abilità ci serve bontà e gentilezza”: parole che richiamano il valore dell’umanità di fronte alla violenza e alla distruzione della guerra.

Un tema ripreso dal segretario generale di Coldiretti, Vincenzo Gesmundo, che ha denunciato le conseguenze dei conflitti sulle imprese e sulle famiglie, dall’aumento dei costi dei fattori produttivi alla spesa quotidiana, fino all’accesso ai servizi essenziali.
“La guerra è già entrata nelle case e nelle imprese degli italiani” – ha affermato Gesmundo, richiamando l’incremento della spesa militare mondiale e il rischio che la corsa agli armamenti sottragga risorse a politiche fondamentali per la coesione sociale e lo sviluppo. Da qui la contrarietà ai tagli alla Politica agricola comune per finanziare il riarmo e la richiesta di un maggiore impegno diplomatico.
Al confronto nazionale partecipano anche i dirigenti di Coldiretti Veneto, presenti a Roma per seguire i lavori e approfondire i temi che interessano il futuro dell’agricoltura, la competitività delle imprese e il ruolo del settore primario nelle politiche economiche e sociali.

Tra i riferimenti del dibattito figura il filosofo Massimo Cacciari, voce autorevole del confronto culturale e politico. Il Forum riunisce rappresentanti delle istituzioni, del mondo economico, accademico e culturale per discutere le sfide che interessano l’agricoltura e l’alimentazione.
Per il Veneto, come per il resto del Paese, la questione riguarda direttamente la capacità delle imprese agricole di continuare a produrre in un contesto caratterizzato dall’instabilità geopolitica, dalla volatilità dei prezzi e dall’aumento dei costi energetici. La disponibilità di cibo, l’accessibilità economica degli alimenti e la salvaguardia della produzione agricola sono strettamente legate alla stabilità internazionale.
Nel suo intervento, Gesmundo ha richiamato anche la condizione degli agricoltori coinvolti nei conflitti, dagli operatori ucraini che lavorano in campi minati ai contadini russi mandati al fronte. Una testimonianza che riporta l’attenzione sulle conseguenze umane della guerra e sulla necessità di non considerarla un destino inevitabile.
“Noi scegliamo la strada dei profeti disarmati”, ha dichiarato il segretario generale, indicando nella parola, nella testimonianza e nella persuasione gli strumenti per costruire la pace.
Coldiretti rivendica, infine, la propria autonomia rispetto agli schieramenti politici e il ruolo di rappresentanza degli interessi delle imprese agricole. Un’autonomia che si traduce nella capacità di avanzare proposte e promuovere iniziative concrete nei confronti delle istituzioni europee, nazionali e regionali.
Il messaggio che arriva dal Forum è chiaro: difendere l’agricoltura significa tutelare il reddito delle imprese, garantire l’approvvigionamento alimentare e salvaguardare un settore essenziale per l’economia e la società. In un mondo attraversato dai conflitti, la pace è anche una condizione necessaria per assicurare continuità produttiva, accesso al cibo e prospettive alle comunità rurali.
