Uno spazio protetto e sicuro, per mamme e bambini. Un luogo dove tornare a vivere e cominciare un nuovo viaggio. E’ la nuova casa famiglia Taliercio. La mission, l’attenzione e la cura restano quelle di sempre, ma ora la casa diocesana è più grande e accogliente, e soprattutto ha cambiato indirizzo: da via Aleardi a Mestre a via Padre Gelain a Marghera.
Questo pomeriggio il Comune di Venezia, con il patriarca Francesco Moraglia, ha inaugurato l’abitazione gestita dall’Istituto casa famiglia San Pio X. Presenti gli assessori alla Coesione sociale e ai Servizi per l’infanzia Ermelinda Damiano e Maika Canton, con il presidente della Municipalità di Marghera Teodoro Marolo.
“Oggi è una giornata di festa per tutta la nostra città perché ha preso forma un sogno: una nuova e più grande casa famiglia, grazie alla generosità e l’impegno di tante persone – ha spiegato l’assessore nel suo intervento – Questo è un luogo di protezione, di amore, di umanità e un un posto dove si concretizzano nuove occasioni di crescita e di rinascita. Il Comune di Venezia continuerà ad essere sempre vicina alle realtà dell’Istituto San Pio X”.
La nuova casa Taliercio ospita 9 mamme e 16 bambini che stanno vivendo un momento di difficoltà, ma l’Istituto, nel complesso, sta dando sostegno a 21 mamme e 40 bambini, più un bebè in arrivo. Persone che sono frutto di ingiustizia sociale, povertà culturale, fatica esistenziale; situazioni sulle quali la Chiesa e la collettività devono intervenire, come hanno sottolineato il patriarca Moraglia e il presidente dell’Istituto Roberto Scarpa.
La prima casa famiglia di Venezia veniva infatti inaugurata nel 1910, con la benedizione di Pio X, su iniziativa del cardinal Cavallari. Da allora tutti i patriarchi di Venezia hanno promosso l’attività di questa istituzione della Chiesa veneziana.
Alla festa inaugurale di oggi, iniziata al teatro Aurora con le voci del coro Candiani di Mestre, hanno partecipato le tante realtà che hanno contribuito al nuovo progetto: istituzioni, fondazioni, enti benefici, aziende private e l’assessore Damiano ha sottolineato proprio l’importanza di fare rete: “Le istituzioni devono essere in prima linea ma tutta la società civile deve dimostrare grande responsabilità: quella, innanzitutto, di non voltarsi dall’altra parte e ognuno, col proprio contributo, deve sapere che può essere di aiuto a una donna vittima di violenza. Questo è un messaggio che noi divulghiamo con il nostro Centro antiviolenza, soprattutto durante il mese di novembre, dedicato alla lotta alla violenza di genere. Un messaggio di speranza per far capire alle donne che non sono da sole. E proprio oggi abbiamo presentato un progetto che è un ulteriore tassello in questa direzione: “Crescere Senza Violenza”, che coinvolgerà i bambini e i ragazzi, con le famiglie e gli insegnati, in un percorso di educazione al rispetto”.
