Inaugurato il rinnovato Museo Ebraico di Venezia dopo sette anni di …

“La riapertura del Museo Ebraico di Venezia rappresenta un momento significativo per tutta la città. Non inauguriamo soltanto uno spazio rinnovato, ma restituiamo alla comunità veneziana e ai visitatori un luogo di memoria viva, conoscenza e dialogo, capace di raccontare una storia secolare e di riaffermare i valori della convivenza, del rispetto reciproco e dell’incontro tra culture”. Con queste parole l’assessore al Patrimonio, Ermelinda Damiano, è intervenuta questa mattina alla cerimonia di inaugurazione del rinnovato Museo Ebraico di Venezia (MeV), al termine di un percorso di restauro durato sette anni.

Non bacheche nelle quali rinchiudere il passato, ma un racconto capace di attraversare il tempo e parlare al presente. E’ il messaggio della Comunità ebraica di Venezia, nelle parole del presidente Dario Calimani, del vice Paolo Navarro Dina e del rabbino capo Alberto Sermoneta. Nel corso degli interventi è stato ribadito il valore della memoria come responsabilità verso il presente e le generazioni future.

“Il Comune di Venezia non ha mai fatto mancare il proprio sostegno a questo percorso, nella consapevolezza che tutelare il patrimonio storico e culturale significa investire nel futuro della città – ha aggiunto l’assessore Damiano nel suo intervento – Mi auguro che questo Museo possa essere un luogo vivo, capace di entrare nella quotidianità dei veneziani e di rappresentare per chi arriva in città un’occasione autentica per conoscere la storia di Venezia attraverso una delle sue comunità più significative. Un luogo in cui incontrarsi, fare domande, imparare e riscoprire il valore del dialogo tra culture: perché la conoscenza è il primo passo per costruire una società più consapevole, inclusiva e rispettosa delle differenze”.

La cerimonia di inaugurazione, alla presenza del patriarca Francesco Moraglia, del prefetto Darco Pellos, e dei rappresentanti delle istituzioni cittadine, è proseguita con la visita al Museo guidata dalla direttrice Marcella Ansaldi e da David Landau, responsabile del progetto e fundraiser. Il progetto di rinnovamento ha restituito al Museo un’area espositiva più ampia, passata da 1.290 a 1.700 metri quadrati, all’interno della quale si sviluppa un itinerario di visita che accompagna alla scoperta di tre importanti luoghi di culto della tradizione ebraica veneziana: la Scola Tedesca, la Scola Italiana e la Scola Canton, edificate nel corso del XVI secolo. 

Il percorso è stato concepito per favorire una fruizione accessibile e coinvolgente, con particolare attenzione alle finalità educative, offrendo uno sguardo a tutto campo sulla storia della comunità ebraica in città. Accanto alla dimensione religiosa, trovano spazio usi, tradizioni e aspetti della vita sociale e quotidiana nel Ghetto, ricostruiti nel contesto storico veneziano. Nella sua veste rinnovata, il MeV aprirà al pubblico domani, 22 ottobre.

(Comune di Venezia)