

Nella giornata di ieri, il Questore di Venezia ha disposto la sospensione della licenza di un esercizio pubblico, sito a Mestre, per la durata di quindici giorni.
Il provvedimento di natura preventiva e cautelare è stato adottato dalla Divisione Polizia Amministrativa e Sociale della Questura di Venezia sulla base delle segnalazioni e degli elementi raccolti nel corso delle numerose attività di controllo espletate dai militari della Legione Carabinieri Veneto e dal personale della Squadra Volante della Questura di Venezia, in relazione a gravi episodi e reati avvenuti all’interno del bar.
Dagli accertamenti effettuati è emerso come il locale fosse divenuto luogo di abituale frequentazione e ritrovo di soggetti gravati da pregiudizi di polizia, nonché snodo logistico per la ricettazione e successiva commercializzazione di beni di illecita provenienza, fungendo da vero e proprio motore economico per la microcriminalità locale.
In particolare, dall’attività istruttoria è emerso come diversi avventori fossero soliti a rivendere beni frutto di refurtiva, solitamente a danno di supermercati della zona, proprio all’esercizio pubblico destinatario della sospensione della licenza.
Tale merce sarebbe stata poi nuovamente commercializzata da parte dell’esercizio pubblico.
Il provvedimento è stato notificato a cura di personale della Divisione della Polizia Amministrativa e Sociale della Questura di Venezia, congiuntamente a militari dell’Arma dei Carabinieri.
L’efficace intervento della Polizia di Stato di Venezia dimostra ancora una volta la centralità dell’attività amministrativa nella prevenzione e nel contrasto della criminalità urbana. La sospensione della licenza, infatti, consente di interrompere immediatamente la commercializzazione della merce rubata, oltre a fungere da monito per l’emanazione di eventuali ulteriori e più gravi provvedimenti in caso di inottemperanza.
