Il Comune di Vicenza ha ottenuto un contributo di 150 mila euro per l’avvio di un percorso pluriennale volto a innovare le politiche pubbliche attraverso la valutazione del loro impatto sociale e generazionale. Un percorso che partirà dallo studio delle ricadute sulla collettività dell’esperienza relativa alla gestione della Centrale.
Il finanziamento è stato ottenuto nell’ambito dell’avviso pubblico “Innovazione sociale e impatto delle politiche”, promosso dal Dipartimento della Funzione pubblica e attuato da Formez, con una dotazione complessiva di 10 milioni di euro, con l’obiettivo di accompagnare i Comuni in un percorso volto a comprendere gli effetti delle politiche pubbliche nella vita delle persone e delle comunità e sulle giovani generazioni. La valutazione d’impatto viene concepita come uno strumento per amministrare meglio: non soltanto rendicontare quanto è stato fatto, ma progettare interventi a partire dai risultati che si vogliono ottenere, verificarne l’efficacia e orientare le risorse pubbliche verso le iniziative capaci di generare maggiore valore per la collettività.
«Per la partecipazione all’avviso di Formez il Comune di Vicenza ha candidato come esperienza pilota la co-progettazione per la gestione degli spazi dell’ex Centrale del Latte, un modello di collaborazione tra amministrazione e soggetti del territorio che unisce valorizzazione del patrimonio pubblico, politiche giovanili e sviluppo dell’ecosistema culturale e creativo – spiega l’assessore alle politiche giovanili Leonardo Nicolai -. Applicare la valutazione d’impatto alla Centrale significherà, ad esempio, non limitarsi a rilevare il numero di eventi organizzati o di persone che frequentano lo spazio, ma verificare se e in quale misura le attività favoriscano la partecipazione attiva dei giovani, la crescita delle competenze, nuove opportunità per gli artisti emergenti e il rafforzamento delle relazioni sociali nel quartiere. Si tratta di un progetto pilota che poi cercheremo di applicare anche nell’ambito delle concessioni dei centri aggregativi della rete *Centri Gravità e al Parco della Pace».
La Valutazione di impatto sociale (Vis) è un processo che permette di analizzare, attraverso dati quantitativi e qualitativi, i cambiamenti che un intervento, un servizio o una politica generano nella vita delle persone e delle comunità. Si vuole quindi comprendere quali benefici e trasformazioni siano stati prodotti, ad esempio in termini di inclusione, benessere, competenze, opportunità e qualità delle relazioni sociali. La valutazione consente di verificare i risultati nel tempo e di utilizzare le evidenze raccolte per migliorare l’efficacia delle decisioni pubbliche.
A questa prospettiva si affianca la Valutazione di impatto generazionale (Vig), che pone una particolare attenzione agli effetti delle scelte pubbliche sulle giovani generazioni e su quelle future, comprendendo quali opportunità, condizioni di vita e risorse contribuisca a creare o preservare per chi verrà dopo di noi, promuovendo una maggiore equità tra le generazioni.
A partire da questa prima esperienza, l’obiettivo è costruire un metodo progressivamente applicabile anche ad altre iniziative comunali e alle procedure di coproduzione pubblico-privato. Il progetto punta quindi a supportare l’amministrazione nel concepire interventi, servizi e politiche pubbliche a partire dagli impatti attesi, individuando obiettivi misurabili e imparando dalle evidenze raccolte per migliorare progressivamente le proprie scelte.
Nel lungo periodo, il percorso intende inoltre porre le basi per lo sviluppo, all’interno dell’Ente, di una funzione dedicata alla gestione dell’impatto (impact management), con competenze e responsabilità specifiche, anche attraverso la figura dell’impact manager.
«L’ambizione – conclude Nicolai – è rendere la valutazione d’impatto una componente stabile della programmazione e dell’azione amministrativa: uno strumento per prendere decisioni più consapevoli, valorizzare le collaborazioni con il territorio e restituire a cittadine e cittadini il valore pubblico effettivamente generato».
