
Emergenza Coronavirus – Baldin (M5S): “Esposto medici veneti, presentata una Interrogazione su mascherine e tamponi”

(Arv) Venezia 10 apr. 2020 – “Ho presentato una Interrogazione affinché la Giunta regionale chiarisca, per quanto di competenza, le osservazioni contenute nell’esposto dei medici veneti. Dobbiamo sapere se, in questa guerra contro il Coronavirus, abbiamo mandato i nostri operatori sanitari in trincea con le armi adeguate oppure se, come e quando, le abbiano ritrovate spuntate”. Lo afferma in una nota la Consigliera regionale Erika Baldin (Movimento 5 Stelle) che prosegue: “Dopo l’esposto dell’ANAAO-ASSOMED ai Nas e l’intervento della FIMMG, ho ritenuto opportuno depositare un atto ufficiale in Regione, anche alla luce dei decessi del personale sanitario che stiamo piangendo in questi giorni. Sono rimasta molto colpita dalle 18 pagine dell’esposto dei medici; ne ho estrapolato alcuni punti a proposito dei quali i cittadini veneti meritano di ottenere assoluta chiarezza”. “Nello specifico – spiega la Consigliera – ho toccato tre questioni. La prima riguarda la quantità di Dpi stoccati nei magazzini regionali quando è stata emessa l’allerta nazionale sul Coronavirus, visto che i protocolli contro le epidemie prescrivevano adeguate scorte e che le mascherine con filtro, Dpi tipo FFP2 e FFP3, sono cruciali per la protezione di medici, infermieri e addetti. La seconda questione è capire se la Regione si è accontentata delle mascherine chirurgiche, quelle senza filtri che non proteggono l’operatore, quando le norme sono cambiate, oppure con che tempi e modalità ha cercato comunque di procacciare i Dpi facciali filtranti?” “Terzo punto – conclude Baldin – mi ha colpito la discrasia, citata nell’esposto, tra la disposizione regionale che prescrive di effettuare il tampone ogni 2 giorni sugli operatori sanitari asintomatici e le differenti modalità di alcune aziende ospedaliere, come Padova e Verona, che li farebbero ogni 5 o 7 giorni. Far passare una settimana di lavoro a un medico in corsia senza controllarlo mi pare una scelta che dovrebbe essere coordinata dall’alto. È una questione di laboratori oberati, di reagenti mancanti o di cosa? Perché non c’è una regia unica sulla tempistica dei controlli al personale?”.
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