29 aprile 2025
(Arv) Venezia 29 apr. 2025 – “Nel giorno della commemorazione dei 50 anni dall’omicidio politico di Sergio Ramelli, giovane militante massacrato a colpi di chiave inglese per le sue idee, ci ritroviamo di fronte a un gesto opposto ma ugualmente violento nella sua natura politica: l’invenzione di una finta aggressione ‘fascista’, confezionata ad arte per alimentare odio e criminalizzare l’avversario”.
Lo dichiarano i consiglieri regionali del Veneto di Fratelli d’Italia.
“Il riferimento – spiegano i consiglieri – è alla vicenda di Fabiano Mura, sindacalista della Cgil ora indagato per simulazione di reato dopo aver denunciato una presunta aggressione da parte di ‘due fascisti’, poi rivelatasi completamente inventata. Non solo un danno alla verità e alla giustizia, ma una provocazione gravissima lanciata proprio nei giorni attorno al 25 aprile, e mentre il Capo dello Stato era atteso a Genova per una visita dal forte valore simbolico”.
“Il fatto che un sindacalista abbia costruito ad arte un falso episodio di violenza politica, con tanto di accusa pubblica, presidio della Cgil e clamore mediatico, dimostra quanto ancora oggi certi ambienti non abbiano elaborato i drammi del passato – evidenziano gli esponenti di Fratelli d’Italia – Strumentalizzare l’antifascismo per ottenere visibilità o vantaggi politici è una pratica che alimenta tensioni sociali e riscrive la storia in modo fazioso”.
“A 50 anni dalla barbara uccisione di Ramelli, è più che mai necessario ribadire che la violenza politica, fisica o strumentale, non può essere tollerata, né minimizzata – ribadiscono i consiglieri di FdI – La Cgil, che si è prestata a una messa in scena senza verifiche, deve chiedere scusa pubblicamente e avviare un serio processo di autocritica interna”.
“Noi continueremo a batterci perché la memoria di chi ha pagato con la vita per le proprie idee non venga infangata da chi oggi usa la menzogna per screditare l’avversario – concludono i consiglieri regionali veneti di Fratelli d’Italia – Il coraggio di Ramelli è la nostra bussola: servono verità, giustizia e rispetto”.
