21 maggio 2025
(Arv) Venezia 21 mag. 2025 – “Un passaggio a Lonigo in provincia di Vicenza in occasione della tredicesima tappa del Giro d’Italia, la Rovigo – Vicenza di venerdì 23 maggio per ricordare il professionista Davide Rebellin, concittadino vicentino, scomparso tragicamente in allenamento, ma soprattutto per tornare a chiedere la restituzione della medaglia olimpica”. Lo scrivono in una nota Silvia Maino e Marco Zecchinato, consiglieri regionali vicentini di Lega – Liga Veneta, che nei mesi scorsi avevano scritto e fatto votare all’unanimità in Consiglio regionale del Veneto una mozione affinché venga restituita la Medaglia Olimpica vinta alle Olimpiadi di Pechino 2008 dal corridore vicentino.
“Per noi vicentini il passaggio del Giro d’Italia a Lonigo significa tanto. A Davide Rebellin – sottolineano i consiglieri – deve essere restituita la dignità di atleta e di uomo. Nel ciclismo mondiale ha dato tanto e per noi veneti e vicentini in particolare è stato una bandiera di lealtà, sportività e correttezza. Ci siamo attivati per far sì che alla famiglia di Davide Rebellin, tragicamente deceduto in un incidente, travolto da un tir mentre si trovava in allenamento, venga restituito il prezioso metallo d’argento che tanto lustro aveva dato al ciclismo azzurro. Quella di Davide Rebellin – raccontano Maino e Zecchinato – è stata una carriera da professionista durata 30 anni, cominciata nel 1992 e che l’ha reso uno dei ciclisti più longevi e vincenti della storia del ciclismo nazionale e internazionale. Purtroppo, Davide è incappato in una situazione di doping dalla quale è stato però riabilitato. Dopo sette anni e una lunga battaglia in varie sedi giudiziali, il 30 aprile 2015, veniva assolto dalle accuse di doping con la formula più ampia in quanto ‘il fatto non sussiste’. Purtroppo, il 30 novembre 2022, all’età di 51 anni, Davide Rebellin moriva, mentre era in allenamento, investito da un camion, lungo la Regionale 11 a Montebello Vicentino. Per Lonigo il passaggio del Giro d’Italia sarà un momento di gioia ma anche di riflessione nel ricordo di questo grande e indimenticato campione”, concludono Silvia Maino e Marco Zecchinato.
