
25 giugno 2025
(Arv) Venezia 25 giu. 2025 – “L’ultima manovra di bilancio dell’era Zaia, quella che segna la fine di questi 15 anni di gestione regionale, conferma un futuro preoccupante per i conti pubblici della nostra Regione. Zaia lascia al Veneto un’eredità fatta di ulteriori debiti, di emergenze irrisolte e di tante incognite”. Il giudizio, a margine della seduta odierna della Commissione bilancio, nella quale è stata illustrata la manovra di assestamento, è della capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Vanessa Camani.
“Malgrado crescano le entrate per 38 milioni, a partire dalle cospicue nuove risorse derivanti dall’aumento Irap, che portano l’introito complessivo a oltre 100 milioni, e dai nuovi trasferimenti dal Consiglio, questo assestamento prevede la contrazione di nuovo debito per 128 milioni, somma che porta l’indebitamento del 2025 ad oltre 300 milioni. In definitiva, – osserva Camani – sebbene ci siano circa 166 milioni di nuove risorse, la coperta, ancora una volta, rimane troppo corta, e non basterà per affrontare vecchie e nuove emergenze, dal sostegno alle famiglie, alla protezione della non autosufficienza, dalla sanità alla cultura”.
“Insomma – incalza Camani – assistiamo ad una pessima anteprima di quanto andrà in scena nel futuro prossimo. L’assessore Calzavara ha confermato che questo impianto di bilancio non potrà reggere nel 2026, con i pesanti tagli lineari imposti dal Governo Meloni agli enti locali e i bisogni crescenti delle persone. ‘Problemi di chi verrà dopo’, fanno sapere dalla Giunta, specchio perfetto dell’atteggiamento del capitano pronto ad abbandonare la nave poco prima del naufragio. Ma il Veneto non merita anche quest’ultima disfatta. Chiediamo alla Giunta di intervenire prima che sia troppo tardi, – conclude Camani – ammettendo le proprie responsabilità, a partire dalla scelta scellerata per i conti pubblici rappresentata dalla Pedemontana, e di assumere tutti gli atti necessari a mettere fin d’ora in sicurezza le finanze regionali”.
