A Bassano del Grappa c’è una comunità piena di proposte per i giovani

Lo scorso anno il sipario del teatro di San Lazzaro è tornato ad aprirsi per una rassegna teatrale. «Non succedeva dal 1999 — racconta Thomas Ferronato, del comitato oratorio —. Il quartiere rischiava di spegnersi un po’ alla volta. Fino a quando, una decina di anni fa, un gruppo di mamme ha cominciato a lamentarsi perché i campetti a fianco della chiesa erano inutilizzabili, pieni di rifiuti abbandonati. Così, con un gruppo di persone, ci siamo guardati in faccia e abbiamo capito che era l’ora di fare qualcosa».

Più o meno nello stesso periodo, la parrocchia di San Lazzaro formava una nuova Unità pastorale assieme a quella di Santa Croce. «Inizialmente c’era ostilità, non bisogna nasconderlo. San Lazzaro è un quartiere piccolo (1.550 abitanti circa, ndr), mentre Santa Croce è una delle parrocchie più grandi della Diocesi (oltre 10 mila abitanti, ndr). C’era il timore di venire cancellati. La cosa bella è che abbiamo smesso di guardare al passato e ci siamo concentrati sui passi da fare insieme».

Sabato 6 dicembre il direttore de La Voce dei Berici don Alessio Graziani e il redattore Andrea Frison incontreranno lettori e lettrici del settimanale (e non solo loro) in occasione della messa delle 19 a Santa Croce e delle 18.30 a San Lazzaro.

Dapprima si è iniziato a collaborare tra comitati sagre e comitati oratori. «Ora stiamo lavorando per gestire insieme la prenotazione degli spazi parrocchiali — spiega Thomas —. Così l’oratorio di San Lazzaro si è rivitalizzato e lo scorso anno abbiamo rimontato il sipario e organizzato una stagione teatrale con alcune compagnie che cercavano spazi per esibirsi. Quest’anno la seconda edizione si è da poco conclusa ed è andata molto bene. Adesso stiamo lavorando per riaprire il bar. I volontari non ci mancano. Tante famiglie si impegnano e possiamo dire che i rapporti con Santa Croce sono simmetrici».

L’impegno di tanti, singoli e famiglie, sembra essere la cifra che accomuna le due parrocchie. E che fa di Santa Croce un caso unico: «Abbiamo una partecipazione alla Messa che si attesta sopra al dieci per cento degli abitanti, siamo sopra la media — assicura don Giancarlo Pianezzola, parroco dell’UP assieme ai collaboratori pastorali don Diego Castagna e don Giovanni Pegoraro —. Solo per i giovani, sono attive l’Azione Cattolica, l’Agesci e il Comune dei Giovani. In totale, ogni estate, si svolgono quindici campi». Una realtà ben strutturata, quella di Santa Croce, ricca di attività che, per certi versi, potrebbe andare avanti da sola. «Il problema sta proprio qui: quando si è in tanti e molto autonomi nell’organizzarsi, si fa più fatica a condividere i percorsi. Ma anche su questo stiamo lavorando, specialmente in ambito missionario e caritativo».

Per quanto riguarda il futuro dell’Unità pastorale, il vicariato bassanese, in occasione degli incontri vicariali svolti nell’ambito del cammino sinodale diocesano, «aveva ipotizzato di unire in un’unica UP le parrocchie della sinistra Brenta — spiega don Giancarlo —. Successivamente ci era stato indicato di cominciare a lavorare con l’UP di San Giuseppe di Cassola e San Zeno, ora siamo in attesa di avere indicazioni più precise». Già il gruppo scout dei lupetti quest’anno ha inserito nella Co.Ca. dei giovani capi provenienti dal gruppo di San Giuseppe. E non è la prima volta che questa collaborazione avviene. Ma si sa: gli scout sono esploratori.

Andrea Frison

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(Diocesi di Vicenza)