Monastero della Visitazione di Treviso: mostra di litografie prodotte da alcune delle religiose 50 anni fa

Una mostra di litografie che racconta un pezzetto di storia del monastero della Visitazione di Treviso e della creatività delle monache: è l’esposizione allestita negli spazi accessibili ai visitatori del monastero della Visitazione, in località alle Corti di Treviso, curata dalle religiose con l’aiuto del prof. Raffaello Padovan e dello storico Ivano Sartor. Una mostra che ha anche lo scopo di sostenere economicamente il monastero attraverso la vendita delle opere.

Nella vita comunitaria delle Visitandine, ogni suora dà il suo apporto alla vita del monastero, in base alle doti di ciascuna. Per questo scopo, fin dagli anni ’70 del secolo scorso quattro religiose del monastero trevigiano, seguendo l’esempio storico della consorella suor Giuseppina Antonietta (al secolo Maria Clotilde Bressanin, 1898-1964), hanno coltivato la loro attitudine alla produzione artistica, guidate nella formazione da un sacerdote salesiano di Venezia, don Pio Penzo (Piane di Schio, 25 aprile 1926 – Vicenza, 18 luglio 1988), apprezzato docente e rinomato artista, soprattutto per l’opera grafica.

Suor Giuseppina Maria Gallinaro, suor Angela Micaela Marconcini, suor Margherita Zennaro e suor Daniela Campanale si sono esercitate nella tecnica grafica, in particolare realizzando loro stesse numerose lastre metalliche litografiche con soggetti naturalistici e paesaggistici: le stagioni, scene agresti con pecore, nature morte con frutta, fiori, farfalle, uccelli che comunque sottendono significati di natura religiosa o ancora espliciti  soggetti di devozione sacra.

agenzia Foto film Treviso mostra suore Visitandine

Tutte le opere sono state conseguentemente stampate a mano con torchio adatto per la stampa planografica. Alcuni di questi fogli sono stati successivamente acquerellati a più colori, sempre per mano delle stesse religiose-artiste.

Dalla vigilia di Natale le litografie sono esposte nel monastero, in via G.B. Mandruzzato n. 22, anche con lo scopo di offrire un sostegno alla comunità delle religiose mediante la vendita di queste opere d’arte, pregevoli per le loro qualità intrinseche e ora impreziosite dalla data della loro produzione, risalente a 50 anni fa.

Negli orari di apertura del monastero ai visitatori sarà possibile ammirare le opere, esposte su quattro grandi pannelli gentilmente concessi dal Comune di Treviso. L’intenzione è di protrarre la mostra fino alla totale vendita di tutti gli esemplari, fatta eccezione per quelli esposti, che auspicabilmente resteranno conservati in monastero, a testimoniare un periodo storico particolarmente creativo della comunità religiosa.

La visita al luogo di preghiera e di contemplazione sarà un’occasione sempre nuova e sorprendente per godere della bellezza dell’arte e della devozione, nel luogo dove le suore figlie di San Francesco di Sales custodiscono il cuore incorrotto del loro fondatore, deceduto santamente nel 1622, un’importante reliquia sempre custodita devotamente dalla comunità, anche durante la tribolata peregrinazione dall’originaria città di Lione, a causa della rivoluzione francese, fino all’approdo a Venezia d’inizio Ottocento e poi anche dopo l’arrivo nel 1913 a Treviso, dove il monastero era stato innalzato in località alle Corti per volontà del beato vescovo Andrea Giacinto Longhin, con il sostegno di papa Pio X.

Anche ai nostri giorni quel cuore viene conservato con estrema cura e affetto. Monsignor Longhin scrisse a questo proposito: “Le nostre Visitandine possiedono un tesoro, che tutto il mondo cattolico ci invidia: il cuore integro e incorrotto di quel grande, ammirabile, simpatico Santo che è San Francesco di Sales a cui tutta la città e la diocesi di Treviso si sentono legate…”.

Chi giungerà al monastero della Visitazione di Treviso potrà godere anche di un’ulteriore visione artistica di straordinario rilievo, poiché in una cappellina accessibile ai visitatori è esposto un capolavoro di grande rilievo nel panorama artistico nazionale e internazionale: l’icona di Santa Maria Madre di Dio, un’opera in scultura lignea ricoperta da una lamina d’argento, di origine bizantina che, a seconda delle opinioni di vari storici dell’arte viene datata tra il IX e il XIII secolo. L’ammirazione di quest’opera e la visita del piccolo museo contiguo valgono da sole un viaggio a Treviso anche per chi proviene da lontano.

(Diocesi di Treviso)