È stato presentato questa mattina, nel corso di una conferenza stampa tenutasi al Municipio di Mestre, il Piano di Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima (PAESC) del Comune di Venezia, licenziato la scorsa settimana dalla Giunta Comunale. Alla conferenza è intervenuto l’assessore all’Urbanistica e all’Ambiente Massimiliano De Martin. Al suo fianco, Dennis Wellington, site manager del Sito Unesco, Massimo Gattolin, dirigente del settore Bonifiche e Valutazioni Ambientali, e Claudia Ferrari, funzionario del settore Rifiuti Biodiversità Aria E Clima.
Il PAESC è un documento strategico redatto dagli enti locali (Comuni, Province, ecc.) per pianificare azioni concrete di mitigazione (riduzione emissioni CO2) e adattamento ai cambiamenti climatici, aderendo al Patto dei Sindaci per il Clima e l’Energia dell’Unione Europea, con obiettivi di riduzione delle emissioni del 40-55% entro il 2030 e neutralità climatica entro il 2050, includendo efficienza energetica, rinnovabili e lotta alla povertà energetica attraverso processi partecipativi.
Nell’aprile del 2020 il Consiglio comunale aveva approvato l’adesione del Comune di Venezia al Patto Europeo dei Sindaci per il Clima e l’Energia, e dal 2021 ha rafforzato il proprio impegno, ponendo obiettivi ambizioni di riduzione delle emissioni di CO2 del 55% entro il 2030 e di neutralità climatica entro il 2050, integrando anche azioni di adattamento ai cambiamenti climatici.
Il PAESC presentato oggi è uno strumento operativo che traduce questi impegni in azioni concrete, attraverso l’Inventario Base delle Emissioni che individua i settori a maggiore consumo energetico e impatto emissivo, orientando in modo efficace le politiche e gli interventi dell’Amministrazione e valorizzando le azioni di mitigazione e di adattamento promosse e già realizzate.
“Il Piano presentato si caratterizza per un’impostazione particolare, in quanto raccoglie e sistematizza tutte le azioni realizzate dalla città in questi dieci anni di mandato in materia di politica ambientale – spiega l’assessore De Martin – Tale politica non si limita ai parchi e al verde urbano, ma comprende anche la gestione delle acque, le vasche di laminazione, la viabilità, l’illuminazione pubblica, l’efficientamento energetico degli edifici pubblici, nonché la riconversione green di Porto Marghera con particolare attenzione alla produzione energetica, dal biodiesel all’idrogeno. La città ha inoltre compiuto scelte strategiche rilevanti in ambito di trasporti, in particolare negli ultimi mesi, puntando su mezzi alimentati a idrogeno. Si tratta di una città virtuosa, che ha già raggiunto obiettivi significativi e che attua politiche ambientali coerenti con gli obiettivi internazionali. Questa è una città complessa e unica: una grande realtà urbana che non vive soltanto sulla terraferma, ma anche sull’acqua. Per questo motivo, tutte le dinamiche legate all’acqua — fluviale, lagunare e marina — sono state attentamente analizzate e gestite all’interno del PAESC. L’obiettivo dichiarato è consegnare alle generazioni future una città sempre più bella, sensibilmente migliore dal punto di vista ambientale e destinata a inquinare progressivamente meno. Un obiettivo ambizioso, supportato da progetti concreti e da prospettive solide”.
Il PAESC è basato sugli obiettivi per lo sviluppo sostenibile stabiliti dall’ONU nell’Agenda per il 2050, sulle osservazioni e raccomandazioni del Centro di Patrimonio mondiale (WHC) e degli organismi consultivi, e si colloca nel quadro delle politiche europee e internazionali per l’azione climatica, in coerenza con il Patto dei Sindaci e con le reti di città come il C40 Cities Climate Leadership Group.
Le azioni promosse coprono diversi settori che bilanciano la necessità della tutela del territorio con le esigenze di sviluppo delle attività produttive. Si parla, ad esempio, della valorizzazione delle aree verdi, incrementando la biodiversità e la rinaturalizzazione dei corsi d’acqua. Il Patrimonio arboreo è cresciuto di oltre 41mila alberi, cui si aggiungono i 100mila del Bosco dello Sport per il 2026. Sono state poi portate avanti azioni relative alla gestione del rischio idrogeologico, al contenimento del consumo del suolo o alla mobilità, con l’estensione di circa 200 km di percorsi ciclabili.
“Per quanto riguarda la mobilità – aggiunge De Martin – la terraferma ha già tracciato il proprio futuro prossimo: entro giugno di quest’anno entreranno in servizio ulteriori 90 veicoli a idrogeno, che andranno a potenziare la flotta di mezzi compatti. È inoltre confermato l’obiettivo, già dichiarato negli anni precedenti, di rendere entro il 2032 tutti i mezzi di navigazione che percorrono il Canal Grande dotati di motori ibridi, alimentati da energia rinnovabile o biodiesel”. Grazie alle azioni già intraprese in questo senso, dal 2017 al 2025 le emissioni PM10 sono calate del 90%, e le altre emissioni del 73%.
Il PAESC definisce specifiche azioni finalizzate al perseguimento degli obiettivi previsti: 33 azioni di mitigazione, finalizzate neutralità emissiva (bilancio di carbonio pari a zero) entro il 2050, attraverso una riduzione delle emissioni del 72% entro il 2030, e 46 azioni di adattamento, ovvero di rafforzamento della resilienza della città ai cambiamenti climatici.
“La città si presenta già oggi come una realtà altamente performante – conclude l’assessore – con risultati rilevanti dimostrati dall’aumento delle aree boscate, dei parchi e del verde urbano, inclusi spazi pubblici, rotatorie e aree fiorite, a conferma di un percorso di sviluppo sostenibile già concretamente avviato”.
