
Si sono nuovamente incontrate mercoledì scorso (21 gennaio), presso il Centro pastorale Card. Urbani di Zelarino (Venezia) le cappellanie delle carceri del Triveneto; erano rappresentati 16 dei 17 Istituti triveneti attraverso le figure dei cappellani ma anche di diaconi, religiose e laici impegnati in questo ambito.
All’incontro ha partecipato don Raffaele Grimaldi, Ispettore Nazionale della pastorale penitenziaria, per un momento di raccordo tra le varie realtà. Oltre al confronto sulle motivazioni e lo stile che devono caratterizzare il servizio a favore dei ristretti e l’accompagnamento del personale, è stata questa l’occasione per non distogliere lo sguardo dalle numerose criticità e necessità che le carceri – nel Nordest e in tutto il territorio nazionale – si trovano ad affrontare: sovraffollamento, strutture inadeguate, mancanza di personale, risorse insufficienti, aumento preoccupante di reati tra i minori.
È col desiderio di riflettere e incoraggiare l’assunzione di responsabilità su questi temi che quest’anno il convegno nazionale di pastorale penitenziaria si terrà a fine aprile 2026 ad Assisi sul tema “Perché lo coltivasse e lo custodisse (Gn 2,15)”. Si proverà, partendo da queste parole della Genesi, a declinare le parole “Lavoro, accoglienza e servizio” come elementi essenziali per il reinserimento di chi viene dalla detenzione. Lo stesso convegno vuole diventare una provocazione evangelica per le comunità civili e per quella ecclesiale a promuovere un’attenzione operosa, non solo all’interno delle strutture detentive, ma anche all’esterno, soprattutto nel momento dell’uscita delle persone detenute.
