“Speriamo siano molte le persone che visiteranno questa mostra, un’occasione preziosa per conoscere Albino Luciani, soprattutto per i giovani che sono nati dopo la sua morte”: è l’augurio che tutti gli intervenuti hanno fatto, venerdì pomeriggio, 30 gennaio, all’inaugurazione a Treviso della mostra itinerante “Un Papa inatteso. Beato Luciani, uno sguardo profetico sull’uomo di oggi”, allestita nello spazio dell’Oratorio #31Centro di via Canoniche, n. 7 (dietro al Duomo) fino all’8 febbraio. Dopo Belluno, Oderzo e Vittorio Veneto, la mostra, dunque, è arrivata a Treviso.
A introdurre il momento Samuele Busetto, della fraternità di Comunione e Liberazione di Treviso. Mons. Mauro Motterlini, vicario generale, ha salutato i presenti, anche a nome del vescovo Tomasi, impegnato nel viaggio di ritorno dall’Ecuador: “Il nostro papa Luciani è una figura cara a tutti noi, anche per gli insegnamenti che ci ha lasciato”, ha sottolineato il vicario, ricordando il suo personale incontro con il patriarca Luciani, in occasione di un’iniziativa a Mestre, durante il servizio militare. A salutare a nome dell’Amministrazione comunale e del sindaco Conte, c’era il presidente del Consiglio comunale, Antonio Dotto, che ha sottolineato l’amabilità di Giovanni Paolo I, che tutti hanno potuto conoscere e amare, pur nella brevità del suo pontificato.
Il parroco della parrocchia del Duomo, mons. Mario Salviato, ha messo in luce come l’oratorio #31Centro sia abitualmente frequentato da giovani, che in questi giorni hanno “fatto posto” alla mostra, spostando la sede delle loro attività: “E’ stato il pontefice che ha eliminato l’immagine ieratica del Papa, con il suo stile, mettendo al centro la pastoralità e il contatto con la gente: ha reso presente un modo nuovo di essere pastore e di essere Chiesa”.
Loris Serafini, direttore della Fondazione e del Museo-Casa Natale di Albino Luciani, di Canale d’Agordo, presente all’inaugurazione, ha raccontato diversi aneddoti, anche relativi all’elezione di Luciani, che assicurò, commosso, al fratello e alla sorella di non aver fatto assolutamente nulla “per arrivare qua”. Serafini ha ricordato l’ammirazione di Luciani per san Pio X, e le molte occasioni di incontro e collaborazione con il vescovo di Treviso, Antonio Mistrorigo, da “colleghi” e vicini, quando Luciani era vescovo di Vittorio Veneto, e poi nella Conferenza episcopale triveneta, quando ne era presidente, da patriarca di Venezia. Insieme, inoltre, hanno vissuto il Concilio Vaticano II.
Nata in occasione del Giubileo, l’esposizione è organizzata dall’associazione di promozione sociale veronese Rivela, curata da Nicola Panciera, formatore e curatore di mostre didattiche, e da Milena d’Agostino, che all’Archivio storico del Patriarcato di Venezia ha curato la catalogazione dei volumi appartenuti ad Albino Luciani (con loro anche Simone Martuscelli).
Le sezioni tematiche del percorso si intitolano: “Elezione a Papa”; “I luoghi di Luciani”; “L’avventura cristiana”; “Il Pontificato”. Un itinerario tra parole, immagini e oggetti personali di Giovanni Paolo I, sulle orme dell’uomo Luciani, con tappa nei luoghi della sua infanzia, educazione, crescita umana e spirituale, volto a riscoprire la grande attualità di un pontefice caro a tutte le “genti” del Veneto, tutt’ora vivo nel ricordo di molti, da far conoscere soprattutto alle giovani generazioni. Tra le molte curiosità, si potrà anche vedere la falce con cui Luciani, da giovanetto, si recava in quota per preparare il fieno destinato al bestiame del paese, Canale d’Agordo.
D’Agostino e Panciera hanno raccontato l’origine del progetto, nato dal lavoro di catalogazione: “Sembrava che Luciani mi parlasse silenziosamente attraverso il tempo. Non solo con l’intelligenza emergente dagli appunti trovati in mezzo ai libri o nelle note, ma anche con la sua sensibilità e sottile ironia. Non si trattava più di catalogare volumi: stavo vivendo l’opportunità di incontrare e conoscere un vero uomo. E questo incontro è proprio quello che vogliamo riproporre a tutti con questo progetto” ha detto D’Agostino. “Per molti anni la sua morte e le varie ipotesi che sono sorte attorno hanno dominato sulla sua vita – ha sottolineato Panciera -. Con questo racconto vogliamo riportare l’attenzione proprio sulla sua vita”.
Oltre alla collaborazione della Fondazione Museo – Casa Natale di Albino Luciani, Papa Giovanni Paolo I, di Canale d’Agordo, il progetto vede il sostegno di TH Resort (main sponsor), il contributo della Camera di Commercio di Treviso – Belluno|Dolomiti e della Scuola Grande di San Teodoro (VE), cui si aggiungono i patrocini delle Diocesi e dei Comuni dei territori coinvolti.
Mario Pozza, presidente della Camera di Commercio Treviso – Belluno | Dolomiti, in particolare, spiega così il supporto alla mostra: “La Camera di Commercio crede nel valore della cultura come strumento di crescita civile, coesione sociale e sviluppo del territorio. Questa mostra restituisce alla comunità la figura autentica di Albino Luciani. Attraverso i suoi appunti, le sue parole e il suo pensiero emerge una lezione attualissima di speranza, responsabilità e attenzione all’altro. In un contesto storico complesso, iniziative come questa dimostrano come il dialogo tra fede, cultura e comunità possa ancora offrire orientamento e fiducia nel futuro”.
ORARI DELLA MOSTRA:
Si può partecipare a visite accompagnate da volontari appositamente formati dal lunedì al venerdì (ore 16.30 – 18.30); sabato e domenica (ore 10.00 – 12.00 / 15.30 – 18.30). Per i gruppi è obbligatoria la prenotazione tramite e-mail a mostrapapaluciani.treviso@gmail.com.
