
Oltre 3.600 le imprese guidate da under 35, 480 milioni di euro per lo sviluppo rurale
8 febbraio 2026 – In Fiera Agricola a Verona i protagonisti sono i giovani di Coldiretti Veneto, simbolo di una nuova generazione imprenditoriale che guida la svolta digitale dell’agricoltura regionale. I dati parlano chiaro: otto imprese agricole su dieci sono pronte a investire nella digitalizzazione nei prossimi anni, una trasformazione strategica che consente di affrontare meglio i cambiamenti climatici, ridurre costi e consumi di risorse – a partire dall’acqua – e aumentare le rese produttive.
Al Padiglione 7 – Stand D9, nello spazio allestito da Coldiretti, i neo agricoltori provenienti da tutte le province del Veneto sperimentano soluzioni avanzate e ad alta tecnologia, affiancati da tecnici specializzati e tutor pronti ad accompagnare i nuovi capitani d’impresa nell’adozione delle più recenti innovazioni digitali. Non solo assistenza tecnica: protagonisti sono anche gli stessi imprenditori under 35, che si alternano nel raccontare esperienze concrete di innovazione, coinvolgendo il pubblico nell’utilizzo delle piattaforme digitali come Demetra, sviluppata all’interno del Portale del Socio Coldiretti.
Uno strumento che consente la gestione online dell’azienda agricola anche da smartphone, permettendo – attraverso un’unica piattaforma – di gestire gli adempimenti burocratici, dal quaderno di campagna compilabile direttamente dal campo al fascicolo aziendale, fino al monitoraggio in tempo reale dello stato di salute delle coltivazioni, delle previsioni meteo, della fertilità dei terreni e dello stress idrico.
I testimonials
A portare la propria testimonianza sono giovani imprenditori agricoli che rappresentano la varietà e la ricchezza del tessuto produttivo veneto: Riccardo Pizzoli, allevatore di Bovolone e delegato dei giovani di Coldiretti Verona; Lucrezia Moroni, imprenditrice vitivinicola della Valpolicella; Irene Mantovanelli, coltivatrice di tabacco, riso e pomodoro nella bassa veronese; Silvia Breda, appena diplomata e già operativa nell’azienda di famiglia; Giorgia Nichele, frutticoltrice vicentina. Esperienze diverse, unite da un approccio innovativo e da una forte attenzione alla sostenibilità economica e ambientale.
“Nella nostra azienda, che si occupa di seminativi e vacche da latte, abbiamo scelto di introdurre l’agricoltura di precisione perché oggi è fondamentale per lavorare meglio e in modo più sostenibile” spiega Riccardo Pizzoli. “Grazie a Demetra possiamo monitorare in tempo reale terreni e colture, individuare i momenti critici e intervenire nel modo giusto, al momento giusto. Per colture come il mais, che soffrono particolarmente i periodi di siccità, il sistema satellitare ci permette di programmare l’irrigazione di soccorso prima che la situazione degeneri, tutelando la qualità delle produzioni e, di conseguenza, la salute dei nostri animali”.
I numeri del Veneto
I dati confermano il ruolo centrale delle nuove generazioni nello sviluppo agricolo regionale. Sono quasi 23mila le aziende agricole venete che hanno beneficiato almeno una volta del PSR 2014–2022 (programmazione conclusa nel 2024). In dieci anni si sono insediati 3.027 giovani, mentre oggi sono 3.601 le aziende guidate da giovani, pari al 6% del totale delle imprese agricole regionali.
Con la nuova programmazione CSR 2023–2027, al 31 ottobre 2025 risultano finanziate circa 15mila domande per un valore complessivo di 480,43 milioni di euro, principalmente sulle misure di investimento. Dal 2023 si sono inoltre insediati 642 giovani agricoltori under 40. Significativa anche la conduzione al femminile, che rappresenta il 37,9% nell’accesso ai finanziamenti e alle misure PSR/CSR.
L’agricoltura digitale vale miliardi
Secondo un’analisi Coldiretti su dati Smart Agrifood, gli investimenti nel settore dell’agricoltura digitale valgono oggi 2,3 miliardi di euro, con oltre un milione di ettari già digitalizzati, pari al 9,5% della superficie agricola nazionale. In questo contesto si inserisce l’azione di Coldiretti Next, che nell’ambito del PNRR ha avviato la creazione di un Polo Digitale e il primo grande censimento europeo sul livello di digitalizzazione delle aziende agricole. Un progetto senza precedenti che ha già coinvolto 10.000 imprese, tra giovani, aziende femminili e realtà strutturate, con attività mirate di orientamento tecnologico e supporto concreto all’innovazione.
