FILIERA BIETICOLA-SACCARIFERA A RISCHIO ESTINZIONE. Coldiretti annuncia mobilitazioni e chiede il sostegno della Regione

FILIERA BIETICOLA-SACCARIFERA A RISCHIO ESTINZIONE. Coldiretti annuncia mobilitazioni e chiede il sostegno della Regione

FILIERA BIETICOLA-SACCARIFERA A RISCHIO ESTINZIONE. Coldiretti annuncia mobilitazioni e chiede il sostegno della Regione

“Come Coldiretti esprimiamo fortissima preoccupazione per la tenuta della nostra filiera bieticolo-saccarifera. Ad oggi pare che siano 3.700 gli ettari che in Veneto saranno dedicati in questa annata agraria 2026 alla coltura, troppo pochi per coprire i costi dello stabilimento di Pontelongo” queste le parole di Carlo Salvan, presidente di Coldiretti Veneto e Rovigo, che dalla Fieragricola lancia un allarme all’indomani delle prime indiscrezioni sui dati della campagna 2026.

Le ragioni della disaffezione degli agricoltori verso questa coltura che rappresenta ancora un asset strategico per tante regioni italiane sono molteplici, ma principalmente le sempre maggiori difficoltà a difenderla dai patogeni per via della costante riduzione del numero di principi attivi efficaci, messi al bando dall’Unione Europea senza pensare a delle alternative più sostenibili per l’ambiente, ma altrettanto valide nella lotta fitosanitaria ed il cambiamento climatico che mette a dura prova le semine e i raccolti. “Ciò che ci preoccupa di più ora è che se non riusciremo a incentivare gli agricoltori a credere ed investire ancora in questa coltura, non solo perderemo una filiera produttiva di cui abbiamo disperatamente bisogno, visto che siamo importatori netti di zucchero e ne consumiamo quantità elevatissime, ma che sarà a rischio almeno per questa campagna la piena attività dello stabilimento di Pontelongo che, al di là della storia centenaria, oggi è un vero e proprio presidio sul territorio” prosegue Salvan.

Lo stabilimento di Pontelongo dà lavoro ad intere comunità, con ben 2.000 agricoltori conferenti per una plv generata di 17 mln e circa 100 dipendenti fissi e altri 100 stagionali.

“Non possiamo permetterci né di perdere una coltura, né di mettere in difficoltà intere famiglie. Il problema ora rischia concretamente di trasformarsi da locale e prettamente “agricolo” a nazionale e sociale, con la messa a rischio di troppi posti di lavoro. Come Coldiretti ora chiediamo alla Regione Veneto che ha già dimostrato vicinanza al settore, durante la visita fatta allo stabilimento di Pontelongo poche settimane fa, di dare concretezza a questo sostegno. Dobbiamo trovare il modo di recuperare con urgenza risorse economiche per integrare l’aiuto accoppiato ad ettaro che grazie al recupero dei soldi della PAC potremo garantire per altri due anni ai nostri agricoltori – prosegue Salvan – “Dopo questo primo passo dovremo però pensare tutti insieme, a livello regionale e nazionale, ad una strategia di medio periodo che metta i nostri agricoltori nelle condizioni di coltivare le bietole senza timori e con reali garanzie”.

Coldiretti Veneto da tempo evidenzia come sia necessario muoversi su più fronti, partendo dall’attivazione di contratti di filiera pluriennali che vedano come attori, non solo gli agricoltori e gli zuccherifici, ma anche l’industria agroalimentare con sede in Italia che utilizza lo zucchero come materia prima per tutte le sue preparazioni e non valorizza il 100% italiano come valore aggiunto da cavalcare rispetto alle importazioni selvagge di zucchero dagli altri Paesi in cui viene prodotto con metodi dagli standard molto differenti da quelli nazionali, fino ad arrivare ad un coordinamento operativo reale tra le Regioni in cui è presente la filiera bieticolo-saccarifera perchè si facciano parte attiva nel chiedere al Governo un tavolo nazionale che coinvolga tutti gli attori del settore al fine di sostenere la filiera con azioni come un regime fiscale agevolato per gli stabilimenti produttivi nazionali per compensare le ingenti spese energetiche.

“Noi vogliamo e dobbiamo salvare questa filiera e per farlo non ci risparmieremo, mobilitandoci a tutti i livelli istituzionali se questo si dovesse rendere necessario per tutelare i nostri agricoltori, il loro lavoro e quello di tanti operatori che gravitano attorno a questo settore” chiude Salvan.

(Coldiretti Rovigo)