(AVN) – Venezia, 7 febbraio 2026
“La Direttiva europea Case Green, così come oggi delineata, presenta criticità rilevanti che rischiano di tradursi in un impatto negativo concreto per migliaia di famiglie, proprietari di immobili e condomìni, soprattutto in assenza di un quadro nazionale chiaro e di incentivi stabili e strutturali. Il tema dell’efficientamento energetico del patrimonio edilizio non può essere affrontato esclusivamente come una questione ambientale: si tratta anche di una questione economica e sociale, che coinvolge direttamente la capacità di spesa dei cittadini”.
A dirlo è l’assessore allo Sviluppo economico e all’Energia Massimo Bitonci, che stamattina ha partecipato a Mestre a un incontro con CNA con tema proprio la direttiva Case Green, che dovrà essere recepita dall’Italia entro maggio 2026 e che pone come obiettivi il raggiungimento della classe energetica E entro il 2030 e D entro il 2033.
“Gli interventi richiesti dalla Direttiva comportano costi molto rilevanti per le famiglie: cappotti termici, sostituzione degli infissi, installazione di pompe di calore, impianti fotovoltaici e adeguamenti impiantistici complessivi – ha dichiarato Bitonci -. La stima indicativa degli interventi necessari oscilla tra i 30.000 e i 60.000 euro per singola unità abitativa, con variazioni significative in funzione dello stato dell’edificio e della sua collocazione. In assenza di incentivi stabili e continuativi, molte famiglie non saranno in grado di sostenere questi investimenti. Il rischio concreto è che molti proprietari rinvieranno qualsiasi intervento nell’attesa di chiarimenti normativi o di nuove agevolazioni, paralizzando di fatto il mercato”.
La Direttiva, secondo Bitonci, rischia di colpire in modo sproporzionato alcune fasce della popolazione, “in particolare anziani proprietari di casa con redditi bassi o pensioni minime, e famiglie che vivono in condomìni costruiti tra gli anni Sessanta e Ottanta, dove le decisioni di ristrutturazione sono difficili e i costi elevati. In questi contesti, la riqualificazione energetica non è solo una scelta tecnica, ma una sfida sociale, che può accentuare disuguaglianze e generare nuove fragilità abitative”.
Un’ulteriore criticità riguarda il rapporto con il sistema bancario e del credito: “Le banche – ha spiegato Bitonci – stanno già incorporando criteri ESG nelle valutazioni: gli immobili energeticamente inefficienti rischiano di essere penalizzati nell’accesso ai mutui, nei tassi applicati e nel valore di mercato. Questo scenario può determinare una svalutazione progressiva del patrimonio immobiliare di chi non è in grado di intervenire, con conseguenze dirette sulla ricchezza delle famiglie e sulla loro possibilità di accedere al credito”.
“La transizione energetica del settore edilizio non può essere imposta senza tenere conto della sostenibilità economica e sociale degli interventi. Senza una strategia nazionale chiara, senza risorse adeguate e senza strumenti di accompagnamento efficaci, la Direttiva Case Green rischia di trasformarsi da opportunità ambientale a fattore di pressione economica e sociale su famiglie e territori”, ha concluso Bitonci.
Allegate foto dell’incontro odierno con CNA
(ENERGIA – ECONOMIA)
