
C’è un gesto che da oltre sessant’anni accompagna la Quaresima vicentina: la grande Colletta “Un pane per amor di Dio”. Nata nel 1962 come iniziativa del Triveneto, questa proposta continua ancora oggi nella diocesi di Vicenza all’interno della Quaresima di Fraternità, diventando un momento importante per sostenere i missionari vicentini nel mondo. Preti, religiosi e religiose, laici, famiglie e volontari che operano in diversi continenti trovano in questa raccolta un sostegno al loro servizio al Vangelo e ai poveri. La Colletta non è soltanto una raccolta fondi, ma un segno di condivisione, solidarietà e partecipazione alla vita delle Chiese sorelle. Nei mesi che precedono la Quaresima, l’Ufficio per la Pastorale Missionaria raccoglie infatti le richieste e le progettualità che arrivano dai missionari vicentini impegnati in contesti spesso complessi e fragili. I progetti selezionati per quest’anno sono nove e spaziano dall’assistenza sanitaria alla promozione femminile, dalla pastorale carceraria al sostegno educativo, fino alla riqualificazione di strutture e servizi essenziali.
Elemento simbolico e pedagogico dell’iniziativa sono i salvadanai consegnati ai bambini del catechismo e della prima comunione. «Questa proposta – spiega Agostino Rigon, direttore dell’Ufficio per la Pastorale Missionaria – intercetta il cuore della Quaresima: preghiera, digiuno e carità. Il digiuno non è fine a sé stesso, ma si traduce in un gesto di condivisione. È un modo per ricordarci che apparteniamo a una Chiesa più grande, che vive in tanti Paesi e in situazioni molto diverse dalle nostre». Rigon sottolinea come l’iniziativa coinvolga l’intera comunità, dai bambini agli adulti. «I salvadanai consegnati ai ragazzi sono un segno educativo importante. Attraverso un piccolo gesto imparano che la fede si traduce in attenzione agli altri. Ma accanto a questo c’è l’impegno delle parrocchie che scelgono di adottare uno dei progetti proposti. Ogni scheda racconta un Paese, un contesto, un volto. Non è solo un aiuto economico: è un legame».
La missione è l’annuncio del Vangelo che passa attraverso tante forme di servizio. «A volte con le parole, spesso con le opere». Ed è proprio questo intreccio tra fede e responsabilità che mantiene viva, dopo più di sessant’anni, una tradizione quaresimale che unisce comunità diverse in un’unica comunione, in un pane condiviso per amore di Dio.
Giada Zandonà
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