
GESTIONE DEL RISCHIO E CISGENETICA DARANNO OSSIGENO AL MONDO AGRICOLO. IL VINO RIMANE UN PORTO SICURO PER CHI SA LEGGERE IL MERCATO.
Messaggi positivi al convegno organizzato da Coldiretti Venezia, il 23 Marzo a Portogruaro.
25 Marzo 2026 – Si è tenuto il 23 Marzo, di fronte ad una platea gremita di agricoltori, il convegno “Mercati, Innovazione e Difesa delle Colture” organizzato da Coldiretti Venezia presso il Consorzio di Bonifica Veneto Orientale, in Viale Venezia 27 a Portogruaro.
Dopo il benvenuto da parte di Andrea Pegoraro, presidente del Consorzio di bonifica ospitante ed il saluto di apertura della presidente di Coldiretti Venezia, Tiziana Favaretto in cui ha sottolineato la necessità di affrontare le numerose sfide che premono sul settore agricolo con pragmatismo e ottimismo, puntando sulla ricerca e l’innovazione, è iniziata l’analisi di Franco Passador, Presidente e Amministratore Delegato di Vi.V.O. Cantine.
La situazione vitivinicola veneziana presenta un quadro senza dubbio complesso, con sfide legate al cambiamento climatico e alle fitopatie delle piante, ma al centro dell’analisi di ieri è stato l’andamento di mercato. I viticoltori veneti in controtendenza con la media nazionale appartengono alla regione che ha saputo mantenere numeri positivi nella campagna 2025: i veneti hanno capito per primi la modificazione del gusto del consumatore nel mondo. “Il prosecco la fa da padrone con 670 milioni di bottiglie e 5 milioni di ettolitri consumati- sottolinea il presidente Passador – è senza dubbio la Doc più importante in termini di volumi prodotti, ma anche i vini fermi mantengono il valore. Ci troviamo di fronte a scossoni internazionali che minacciano il mercato, ma non possiamo demordere – dice rivolgendosi alla platea del territorio veneziano più vocato alla viticultura, quello del Veneto Orientale- è necessario leggere il mercato e far valere la produzione vitivinicola a cui il mercato, anche se con una tendenza alla diminuzione dei consumi pro capite, non vuole rinunciare. La capacità imprenditoriale di produrre dei vini di qualità con freschezza, e bevibilità ad altissimo gradimento insieme alla capacità di leggere i mercati sono ingredienti fondamentali che daranno soddisfazione alla nostra viticoltura” conclude Passador facendo però un richiamo ad una costante attenzione alle importazioni di mosto che con un solo passaggio diventa magicamente vino italiano andando a compromettere gli equilibri di mercato aumentando gli stoccaggi: è auspicabile pertanto la rivisitazione del codice doganale per una maggiore trasparenza e difesa delle produzioni italiane, come sta chiedendo a gran voce Coldiretti alle Istituzioni.
Buone notizie anche dal punto di vista della gestione del rischio, con un prodotto assicurativo nuovo- spiega Tiziano Girotto, Direttore di Condifesa Veneto Est – per l’anno in corso, il fondo Agricat copre i rischi catastrofali integrandosi con le polizze assicurative coprendo fino al 70% del danno, mentre i fondi mutualistici sono rivolti a coprire i danni provocati dalle fitopatie delle piante”. Di fronte ad un cambiamento climatico che non smette di fare sgradite sorprese gli agricoltori dovranno investire sulle assicurazioni ma anche sperare in un utilizzo sempre maggiore delle tecnologie di evoluzione assistita, le cosiddette TEA. Argomento trattato con competenza ed entusiasmo dal ricercatore del Crea di Conegliano, Luca Nerva, “Queste tecnologie rappresentano un’importante fronte di innovazione per l’intero comparto agricolo- con la speranza che l’UE decida di investire presto sul loro sviluppo – specialmente per la lotta alle nuove malattie delle piante. “ Le TEA permettono di introdurre miglioramenti genetici desiderati con una minima mutazione, mantenendo inalterate le caratteristiche distintive di ogni varietà- sottolinea Nerva- In Italia sono già in corso sperimentazioni sulla vite e sul riso, ma a breve saranno disponibili anche per ortaggi come melanzana, peperone e pomodoro. Le Tea sono precise e veloci con costi decisamente inferiori rispetto al miglioramento tradizionale, possono essere applicate efficacemente sulle varietà tipiche della nostra agricoltura di qualità molte delle quali sono a rischio per la loro scarsa produttività e suscettibilità a malattie”.
“E’ necessario che i nostri agricoltori sappiano leggere questi messaggi positivi- ha concluso il direttore di Coldiretti Venezia Giovanni Pasquali che ha moderato l’incontro- sappiamo che le difficoltà non mancano, ma dobbiamo aver fiducia nella ricerca e spostare lo sguardo verso un futuro che confidiamo premi la qualità che ci contraddistingue a livello globale.”
