Se ne è parlato all’incontro organizzato da Coldiretti lo scorso 25 marzo.
Gli agricoltori presenti nella Sala dell’Area Exp di Cerea ieri sera hanno tirato un sospiro di sollievo sapendo che gli aiuti europei destinati all’agricoltura non saranno più dirottati in un Fondo unico che avrebbe sicuramente disperso risorse fondamentali per la sopravvivenza delle loro aziende.
“Abbiamo salvato la Pac – le parole del Presidente di Coldiretti Verona, Alex Vantini – e alle aziende agricole veronesi arriveranno 99 milioni di euro nella programmazione 2028 – 2024. Contributi che verranno riconosciuti a fronte del loro impegno nella salvaguardia del territorio e della distintività del nostro modello agricolo, che non ha eguali al mondo per sicurezza e qualità”.
L’incontro “La PAC post-2027 e i contratti di Filiera”, organizzato da Coldiretti Verona a Cerea aveva lo scopo di creare un confronto di approfondimento sulle prospettive del comparto alla presenza degli esperti nazionali dell’Organizzazione.
Hanno aperto i lavori Giacomo Beltrame, Vice Presidente di Coldiretti Verona, e Alberto Mantovanelli, Coordinatore del Gruppo di lavoro Colture industriali, mentre il Direttore Massimo Albano ha coordinato gli interventi.
A illustrare il panorama attuale, Luca Saba, Capo Area Economica Coldiretti, che ha tracciato la cronistoria degli ultimi mesi: “tra dicembre e gennaio si sono verificati cambiamenti epocali per il comparto agricolo italiano. Se a fine estate le prospettive apparivano critiche, con la Commissione Europea intenzionata a tagliare ben 10 miliardi di euro dalla PAC destinata all’Italia, oggi lo scenario è stato radicalmente ribaltato: dai circa 40 miliardi del precedente pacchetto siamo passati a quasi 41 miliardi di euro. Un risultato senza precedenti che inverte finalmente la tendenza ai tagli costanti delle ultime programmazioni, che sono stati di fatto un tradimento dello spirito del Trattato di Roma del 1957, l’atto di nascita della Cee e di una comunità fondata proprio sulla centralità dell’agricoltura”. “Tuttavia – ha spiegato Saba – rimane l’assenza di lungimiranza a livello europeo, dove permane una politica ambientale rigida che non dà garanzie per la competitività economica dei territori agricoli. Dagli accordi come il Ceta e il Mercosur fino alla gestione del codice doganale, l’Unione Europea appare spesso distante dalle reali necessità delle aziende e delle comunità locali”.
Il focus tecnico è stato affidato a Stefano Leporati, Capo Servizio Politiche Economiche Coldiretti. “Con l’introduzione del Regolamento Semplificazione a dicembre, – ha detto – sono state introdotte nuove opportunità per le aziende, soprattutto quelle di piccole dimensioni sotto i 10 ettari che oggi sono esentate da controlli e sanzioni relativi alla condizionalità; un beneficio che, attraverso specifiche deroghe, è stato esteso anche ad altre realtà del settore. Tra le altre novità spicca la possibilità di finanziare l’acquisto di capi di bestiame tramite il CSR del Veneto, oltre a nuovi incentivi per gli investimenti nelle piccole aziende e sostegni al biologico estesi anche alle realtà in fase di conversione. Si tratta di novità concrete che entreranno a regime con le domande del 2026”.
Alex Vantini, ha chiuso l’incontro sottolineando come il lavoro svolto finora, per quanto importante, non sia ancora sufficiente: “dobbiamo abbattere una burocrazia diventata ormai troppo complessa e soffocante. Il nostro obiettivo è unico: la PAC deve andare esclusivamente a chi vive realmente di agricoltura, sostenendo il reddito delle imprese agricole, che è la ragione stessa per cui questa politica è nata”. “Stiamo attraversando un periodo difficilissimo – ha detto Vantini – ed è necessario fermare le speculazioni sui costi di produzione, dai fertilizzanti ai carburanti, ma anche quelle che colpiscono i prezzi dei prodotti agroalimentari, come nel caso del latte. Dobbiamo frenare le pratiche sleali e la pressione della grande distribuzione che sta mettendo in ginocchio le nostre aziende, a partire da quelle del lattiero-caseario. Una riflessione profonda andrà fatta anche sul settore vitivinicolo, che affronta un’annata complessa segnata dalla flessione dei consumi, lavorando in stretta sinergia con i consorzi”.
Il Presidente ha poi annunciato nuove mobilitazioni contro le distorsioni del mercato: “presto saremo di nuovo al Brennero per mantenere alta l’attenzione sul fenomeno del Fake Made in Italy. Chiediamo con forza che venga garantita la reciprocità in tutti gli accordi di libero scambio e che venga finalmente fatta chiarezza sul Codice doganale grazie al quale con una sola lavorazione fatta in Italia, i prodotti stranieri diventano tricolore”.
