
Sono in 1.700 i pellegrini diocesani a Roma da lunedì 6 a mercoledì 8 aprile per il tradizionale pellegrinaggio dei cresimati “Al soffio dello Spirito”. La maggior parte, ragazzi e ragazze che nell’ultimo anno hanno ricevuto il sacramento della Confermazione; insieme a loro il vescovo Michele, catechisti e catechiste, genitori.
L’iniziativa è promossa dall’ufficio Catechistico diocesano e dal Seminario di Treviso, con la collaborazione delle parrocchie della diocesi.
Momenti di preghiera, di fraternità, di visita alla città insieme al vescovo Michele e ai loro accompagnatori.
Dopo il viaggio divisi nei 32 pullman, lunedì 6 aprile, i pellegrini si sono ritrovati tutti assieme con il vescovo Michele, per la prima volta, nella basilica di San Giovanni in Laterano, prima chiesa della Cristianità. Qui i primi cristiani hanno iniziato a lodare Dio insieme e la loro gioia ha raggiunto e contagiato tutto il mondo!
Un momento di festa, per riconoscersi ed accogliersi reciprocamente.
Entrando in chiesa, ragazzi e ragazze hanno vissuto la memoria del Battesimo. Attingendo al bacile dell’acqua battesimale, ciascuno si è fatto il Segno della Croce con l’acqua santa, per poi recarsi all’altare che custodisce le assi del primo altare dove pregava l’apostolo Pietro. “Siamo qui, un solo popolo, insieme, venuti da tutte le parti, come ci ha ricordato san Paolo, qui, come in un abbraccio, nella sede del vescovo di Roma, papa Leone”: così il vescovo si è rivolto ai cresimati e li ha invitati a guardarsi attorno. “Siamo tanti, belli e colorati. Tanti modi diversi di essere nella nostra Chiesa, ciascuno bellissimo e originale, in forme diverse: i sacerdoti, i catechisti, le catechiste, gli animatori e le animatrici e tutti coloro che hanno ricevuto il bel dono dello Spirito santo, che fanno bella la Chiesa”. Usando l’immagine di una grande spianata asfaltata e di una rigogliosa foresta, in piena estate, il Vescovo ha invitato i giovanissimi a lasciarsi toccare dalla luce e dal calore di vita: lo stesso sole arriva sull’una e sull’altra superficie, ma mentre sull’asfalto l’energia del sole viene “sprecata” perché scalda e se ne va, nella foresta, gli organismi che la abitano la assorbono e la trasformano in vita. “Se ci lasciamo toccare, avvolgere, nutrire da quella luce e da quel calore di vita, insieme a tutti gli altri, diventiamo quella vita bella, inesauribile, sempre nuova, che scaturisce da quella luce, da quell’energia”. Chiediamo in questi tre giorni il dono di distinguere il bene dal male, ciò che è buono per noi e per gli altri, e ciò che, invece, non ci fa crescere, ha detto il Vescovo, e poi di scegliere, nelle piccole scelte quotidiane o in scelte grandi, e di dare la propria risposta, con la propria creatività. “Chiediamo di compiere miracoli dell’amore, della speranza e della pace”. E l’invito a dire, tutti insieme “Gesù è il Signore”, riconoscendolo tale “perché siamo sotto l’azione dello Spirito santo”.
Nella città di Roma sono stati molti i testimoni del Vangelo, dai primi cristiani che si ritrovavano in quella basilica fino ai giorni nostri. E i nostri cresimati si sono lasciati guardare negli occhi dai loro volti. Si tratta di ragazzi e ragazze, uomini e donne che, al soffio dello Spirito, hanno aperto la vita e sono diventati un dono inaspettato, unico e irripetibile per gli altri.
A gruppi, i cresimati hanno conosciuto la storia di santa Cecilia, san Giorgio, san Lorenzo, Sant’Antonio Abate, san Camillo de Lellis, sant’Agnese, santa Francesca Cabrini, san Paolo, san Gaspare, san Giovanni Battista de la Salle, san Sebastiano, san Policarpo, vite giocate “al soffio dello Spirito”. Figure che sono state presentate in una chiesa che ne conserva la memoria o in ascolto di un testimone vivo del Vangelo. “Ora tocca a noi – la preghiera dei ragazzi – aprire la vela della nostra vita al soffio dello Spirito, per realizzare nel nostro tempo novità di amore”.
