9 aprile 2026. Nel 2024 la revisione della direttiva IED ha definito l’abbassamento delle soglie dimensionali degli allevamenti suinicoli soggetti ad autorizzazione o registrazione ambientale.
In questi ultimi mesi, Coldiretti ha partecipato attivamente al gruppo di lavoro indetto dalla Commissione e coordinato dal JRC-Brite per la messa a punto delle “Condizioni uniformi per le norme operative per il bestiame”, volto alla definizione di regole semplificate per i suddetti obblighi. A dicembre 2025, il gruppo ha prodotto una prima bozza di documento che presenta forti criticità, soprattutto per il suino pesante italiano. Infatti, nonostante l’obiettivo di semplificazione, il documento abbassa i livelli massimi di riferimento per le escrezioni di azoto e fosforo e per l’emissione di ammoniaca, rendendoli difficilmente raggiungibili dagli allevamenti nazionali.
Coldiretti ha sottolineato in tutte le riunioni come tali abbassamenti non siano previsti da alcuna norma di riferimento; si tratta di valori fissati solo pochi anni fa, ai quali gli allevatori si sono adeguati applicando le migliori tecniche disponibili (BAT) volte a mitigare l’impatto ambientale.
Nell’ultimo draft fatto circolare in data odierna, Coldiretti ha ottenuto una deroga per i suini pesanti che, con i nuovi limiti previsti, avrebbero subito gli impatti peggiori. Si tratta di un risultato raggiunto grazie al lavoro svolto dall’organizzazione, soprattutto a livello europeo, sia attraverso la partecipazione attiva al gruppo di lavoro tecnico, sia con incontri mirati in Commissione europea per fornire dati e prove dell’impatto che tali limiti avrebbero procurato al settore. Coldiretti è stata l’unica realtà ad aver lavorato in modo serio e professionale, supportando le proprie istanze con dati certi e bibliografia scientifica.
Il documento verrà finalizzato alla fine del mese e l’organizzazione continuerà a monitorarne le evoluzioni per garantire la piena tutela della filiera suinicola e, soprattutto, affinché la Commissione non faccia alcun passo indietro.
La direttiva IED è uno degli ultimi residui del Green Deal e dell’approccio puramente ideologico al tema della sostenibilità tracciato da Timmermans. Questo dimostra ancora una volta come sia inaccettabile che la tecnocrazia europea continui a perseguire ideologie che rischiano solo di ledere la competitività del settore agroalimentare italiano.
