La Polizia di Stato rintraccia e arresta un latitante cinese di 46 anni, ricercato per scontare 10 anni di reclusione disposti dalla Procura di Bologna nel 2020 per rapine in abitazione commesse tra Emilia-Romagna e Veneto nel 2012

Il ricercato era il componente di una banda di cinesi particolarmente violenta che commetteva rapine ai danni di connazionali e, come modus operandi, colpiva di sera, travisata, sequestrando le vittime che venivano legate con fascette ai polsi, imbavagliate e minacciate con l’uso di grossi coltelli

Nell’ambito dei dispositivi di prevenzione, vigilanza e controllo del territorio disimpegnati dalle pattuglie della Polizia di Stato di Padova, con particolare attenzione volta al contrasto alla criminalità diffusa, i poliziotti della Squadra Mobile della Questura, a seguito di un controllo effettuato in zona Stanga, nella mattinata di venerdì 24 aprile, hanno rintracciato e tratto in arresto un cittadino cinese 46enne, irregolare sul territorio nazionale.

Il citato latitante, cittadino cinese 46enne, è risultato essere un ricercato, dovendo scontare una pena di 10 anni di reclusione emessa dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna a gennaio 2020, per una serie di rapine in abitazione, commesse tra l’Emilia Romagna ed il Veneto nel 2012, più specificatamente reati commessi a Bologna e a Pionca di Vigonza.

Il 46enne era il componente di una banda di cinesi particolarmente violenta che commetteva le rapine ai danni di connazionali, e come modus operandi colpivano di sera, travisati, sequestrando le vittime che venivano legate con delle fascette ai polsi, imbavagliate e minacciate con l’uso di grossi coltelli.

In particolare nel gennaio 2012, il 46enne cinese ed altri quattro connazionali, con volto travisato da passamontagna che lasciava intravedere solo gli occhi, guanti calzati e tutti armati di coltello, bloccavano una cittadina cinese che stava rientrando nella propria abitazione a Bologna, dopo aver terminato il turno lavorativo presso la propria attività commerciale.

La vittima mentre attendeva l’ascensore all’interno del condominio in cui viveva veniva circondata, spinta e condotta di forza all’interno dell’abitazione.

I cinque malviventi, minacciando di morte la connazionale, la costringevano ad entrare nel suo appartamento dove vi erano altri tre familiari, tra cui una bambina di 10 anni ed un’anziana, che venivano immobilizzati, legando anche loro con delle fascette ai polsi e imbavagliandoli, applicando sulle bocche del nastro adesivo, per poi rapinarli dei loro beni di valore, denaro contante e telefoni cellulari.   

Ancora i primi di febbraio dello stesso 2012 in provincia di Padova, a Pionca di Vigonza, una coppia di imprenditori cinesi era stata sequestrata in casa e rapinata la sera di venerdì 3 febbraio 2012 da un gruppo di 5 connazionali, e alla fine dello stesso mese a Bologna, la banda colpiva nuovamente una famiglia di cittadini cinesi, rapinata in casa dal gruppo con le stesse modalità.

Per queste tre violente rapine in abitazione, con sequestro di persona, nei confronti del 46enne cinese, nel 2013 e nel 2016, sono state emesse due sentenze di condanna per l’espiazione rispettivamente di 5 anni e 6 mesi di reclusione nella prima e 5 anni e 4 mesi di reclusione per la seconda condanna.

Le due sentenze sono divenute esecutive nel 2017, ed in considerazione di un anno di carcere già scontato in regime di Custodia Cautelare in Carcere, nel 2020 la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna ha determinato la pena da scontare in 9 anni, 9 mesi e 28 giorni di reclusione, ma nel mentre il 46enne cittadino cinese si era già reso irreperibile facendo perdere le proprie tracce dandosi così alla latitanza.

Il controllo effettuato dagli agenti della Squadra Mobile nella mattinata di venerdì 24 aprile ha messo fine alla sua irreperibilità ed il 46enne, accompagnato in Questura, è stato sottoposto a fotosegnalamento da cui è emerso come lo stesso avesse a carico il rintraccio del provvedimento restrittivo per la commissione delle tre violente rapine commesse ai danni di connazionali, oltre ad altri precedenti penali e di polizia per furto, lesioni personali, violazione di domicilio, porto di armi od oggetti atti ad offendere e danneggiamento.

Pertanto, al termine degli accertamenti, i poliziotti della Squadra Mobile hanno proceduto al suo arresto e lo hanno associato presso la Casa di Reclusione “Due Palazzi di Padova” dove dovrà scontare le condanne alla pena di 9 anni, 9 mesi e 28 giorni di reclusione.

(Questura di Padova)