
Primo commento positivo. Cavion: “Bene gli incentivi alle assunzioni e l’attenzione ai ‘salari giusti’, rimane il nodo delle circolari di attuazione che spesso arrivano dopo mesi”
In attesa di conoscere i dettagli, Confartigianato Imprese Vicenza esprime un primo parere positivo per le misure contenute nel Decreto Primo Maggio approvato dal Consiglio dei Ministri. “Queste misure si sommano ad altre che sono strutturali. Bene gli incentivi alle assunzioni (bonus donne, bonus giovani e bonus ZES), che mirano a rendere l’occupazione più stabile, soprattutto per chi si affaccia sul mondo del lavoro con più difficoltà, donne e giovani”, è il primo commento del presidente di Confartigianato Imprese Vicenza, Gianluca Cavion.
Ciò che Confartigianato poi apprezza è l’attenzione posta ai ‘salari giusti’, condizione essenziale per accedere agli incentivi. “Si riconosce in questo modo la centralità dei contratti collettivi nazionali di lavoro, sottoscritti dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative nella determinazione dei salari. Di fatto mettendo al bando i cosiddetti ‘contratti pirata’, contrastando così fenomeni di dumping contrattuale e concorrenza sleale – continua Cavion-. Con ciò, da un lato si dà valore a organizzazioni come Confartigianato, che rappresenta un variegato mondo imprenditoriale, dall’altro si stimolano i lavoratori a diventare ‘antenne’ per segnalare situazioni poco chiare”.
“Il Decreto – continua Cavion- prevede anche incentivi a quelle imprese che adottano strumenti per la conciliazione tempo di vita e di lavoro. Spesso le imprese artigiane lo fanno già, senza bisogno di norme, ma nel rispetto e per la responsabilità che hanno verso i lavoratori, così come rimane alta l’attenzione alla sicurezza tanto dell’ambiente di lavoro quanto dei collaboratori”.
Alla vigilia della Festa dei Lavoratori il presidente ricorda infatti: “In contesti di piccole e medie dimensioni, tra chi lavora quotidianamente accanto, nascono legami e rapporti di collaborazione che vanno oltre il semplice rapporto lavoratore-imprenditore. La possibilità di crescere in azienda, di acquisire competenze e professionalità, sono elementi su cui l’artigianato deve puntare per attrarre soprattutto i più giovani. Bene gli incentivi, ma va anche narrato in maniera diversa il mondo dell’artigianato che ha saputo progressivamente unire sapere fare con innovazioni tecnologiche di alto livello: questo è il nostro compito”.
Ciò detto il presidente auspica che, sulle misure dedicate al lavoro si vada verso la strada della continuità e della chiarezza delle regole. “Al proposito, va ricordato che, una volta pubblicato il decreto, si dovrà attendere l’emanazione delle circolari Inps che stabiliscono le regole concrete per l’applicazione degli incentivi. E qui i tempi diventano davvero discriminanti: spesso queste specifiche arrivano a distanza di mesi con effetto retroattivo. In questo modo le imprese devono attendere per conoscere le regole concrete che, se non rispettate, possono portare al diniego della misura su cui avevano fatto affidamento. Un aspetto che va sicuramente migliorato per evitare che il meccanismo si inceppi a danno degli stessi lavoratori la cui entrata nel mondo del lavoro potrebbe essere ritardata proprio perché non si sa con quali strumenti inserirli al meglio”.
Sul fronte occupazionale, dai dati ISTAT, la provincia di Vicenza mostra segnali di rallentamento nel 2025: l’occupazione registra un calo dell’1,4%, in controtendenza rispetto alla crescita nazionale (+0,8%). Un dato che si inserisce in un quadro comunque solido nel medio periodo: tra il 2021 e il 2025 gli occupati in provincia sono aumentati del 2,7%. Il tasso di occupazione (20-64 anni) si attesta al 73,9%, ben al di sopra della media italiana (67,6%). Resta centrale il contributo dell’artigianato, che dai dati dell’osservatorio Confartigianato sull’occupazione dipendente artigiana mostra una tenuta nel 2025 (+0,1%).
