CLAUSOLA SALVA-RISO: UN’OCCASIONE PERSA PER L’AGRICOLTURA ITALIANA

29 aprile 2026. Il Parlamento europeo ha mancato un’importante occasione per rafforzare la resilienza del settore risicolo dell’UE. Nonostante la revisione del Sistema di Preferenze Generalizzate (SPG) introduca l’automatismo per l’attivazione della clausola di salvaguardia, è stata bocciata la proposta — sostenuta con forza da Coldiretti e Filiera Italia — di ridurre la soglia di attivazione dal 45% al 20%.

Questa decisione lascia irrisolta una criticità sostanziale: una soglia così elevata rischia di rendere il meccanismo inefficace nel prevenire le crisi di mercato, impedendo interventi tempestivi contro l’instabilità degli scambi.

La reazione del territorio è netta, specialmente all’indomani delle proteste per la tutela del Made in Italy.

“Solo ieri eravamo al Brennero per manifestare con forza la necessità di una protezione reale, ma il voto di oggi dimostra che una parte del Parlamento Europeo ha preferito ignorare la realtà del campo a favore di logiche commerciali che ci danneggiano direttamente”.

Così Alex Vantini, presidente di Coldiretti Verona, che esprime la rabbia dei produttori per la mancata approvazione dell’emendamento. Alle sue parole fanno eco quelle di Gianmaria Melotti, risicoltore di Isola della Scala e membro di Giunta di Coldiretti Verona:

“Aver mantenuto una soglia di attivazione della clausola così alta rende questo strumento una scatola vuota, incapace di arginare l’invasione di riso a dazio zero che schiaccia i nostri prezzi e mette in ginocchio le aziende italiane”.

Secondo Coldiretti e Filiera Italia, nel voto odierno ha prevalso il timore procedurale di riaprire il trilogo anziché la volontà di fornire risposte concrete al settore. Un ringraziamento va ai parlamentari italiani che hanno sostenuto la battaglia, ma resta l’amarezza per una maggioranza europea che ha scelto di non correggere quello che viene definito un “errore macroscopico”.

Vantini sottolinea l’incoerenza delle politiche comunitarie:

“È profondamente deludente constatare che, nonostante la compattezza dei parlamentari italiani – e colgo l’occasione di ringraziare i nostri rappresentati veronesi – la maggioranza europea abbia scelto di non correggere un errore macroscopico. Non si può pretendere che i nostri agricoltori rispettino disciplinari di produzione rigidissimi e poi lasciarli in balia di una concorrenza sleale proveniente da Paesi terzi. Quella di oggi è un’occasione persa per dimostrare che l’Europa crede davvero nella sovranità alimentare e nella tutela delle proprie eccellenze agricole”.

Nonostante lo stallo legislativo, la mobilitazione non si ferma. L’obiettivo resta la piena reciprocità degli standard, sia attraverso la proposta “omnibus food and feed”, sia con normative che garantiscano il rispetto degli standard sociali per i prodotti importati.

“Nonostante questo schiaffo, la nostra mobilitazione non si ferma qui. Il riso italiano è un patrimonio nazionale e continueremo a dare battaglia affinché il lavoro dei nostri soci non venga sacrificato sull’altare di accordi commerciali che non tengono conto della dignità di chi produce cibo sano e sicuro per tutti”, conclude Vantini.

(Coldiretti Verona)