
Una partecipata veglia di Pentecoste, sabato 23 maggio, in cattedrale, curata dai Movimenti e dalle Associazioni laicali diocesane. Una celebrazione, nella vigilia della solennità, per celebrare il dono dello Spirito Santo disceso su Maria e sugli Apostoli. Uno Spirito invocato “perché come fuoco purifichi i nostri cuori, come luce illumini le nostre menti, come vento guidi i nostri passi” ha sottolineato il Vescovo all’inizio della celebrazione.
Ascolto della Parola, canti, invocazioni allo Spirito, momenti di silenzio hanno caratterizzato la preghiera. Mons. Tomasi ha ricordato come lo Spirito, invocato, sia presente nella storia dell’universo fin dall’inizio del mondo, presente nel desiderio degli uomini e delle donne di tutti i tempi, del popolo santo di Dio, nelle nostre relazioni, in una vita “animata dai tuoi doni”. Lo Spirito è presente “nel desiderio di ogni uomo, di ogni donna, di ogni bimbo, di ogni bimba di questo mondo di essere trattato in dignità, in giustizia, in verità, perché ci siano decisioni eque per gli umili della terra, in questo mondo che vede aumentare l’iniquità, l’ingiustizia, la violenza, la fame, l’umiliazione, nel desiderio di una parola che venga dalla bocca del Signore con la forza di una verga, con la potenza di un soffio che uccide il male e di una giustizia che sia l’unica armatura di chi combatte per il bene, per la verità e per l’amore”.
“Eri in ogni opera, in ogni giorno, in ogni istante di vita terrena di Gesù il Nazareno – ha ricordato il Vescovo -. Eri con lui nella forza della risurrezione, sei con lui nella gloria del cielo. Sei con lui ogni volta che noi pensiamo di essere soli e ci fai vedere lui, amico eterno accanto a noi. Spirito Santo, Spirito di vita, spirito di amore, tu sei all’opera nella Chiesa, il corpo santo di Cristo in cammino in questa storia. Sei tu che compagini le nostre differenze, i nostri doni, le nostre capacità, sei tu che metti insieme anche i nostri limiti, le nostre fatiche, fai persino brillare la tua luce nei nostri peccati, quando non riusciamo a vivere nell’unità che tu ci doni, quando non riusciamo a credere che operi davvero tutto in tutti”. Abbiamo tanti doni, tante capacità che “solo il tuo Spirito trasforma in carismi, perché non è il fatto che noi li chiamiamo così che li fa tali, ma il fatto che noi li accettiamo e li mettiamo a disposizione per l’unità del corpo di Cristo”.
“Spirito Santo, accogli la nostra preghiera – ha concluso il Vescovo -. Consuma tutto ciò che ci divide, accendi di vita ciò che ci unisce, spegni le fiammate del nostro orgoglio, accendi l’umile disponibilità a gareggiare nello zelo fraterno. Spirito Santo, manda a noi un raggio della tua luce e fa’ che siamo strumenti di te, che sei amore eterno con il Padre, il Figlio, unico Dio, Trinità Beata”.
