
Nella celebrazione della solennità di Pentecoste, domenica 24 maggio, in Cattedrale a Treviso, 39 giovani e adulti della nostra Diocesi sono stati invitati a “ricevere nuovamente lo Spirito Santo” (cf. Gv 20,22) e a lasciarsi conformare a Cristo Signore. La celebrazione, presieduta dal Vescovo, è stata molto partecipata. Il vescovo Michele ha invitato i cresimandi a permettere allo Spirito di confermare la loro fede e di lasciarsi conformare a Cristo. Il Cristo, ha sottolineato ancora mons. Tomasi, si offre a noi nella forma del suo corpo che è la Chiesa. Conformarsi a Lui significa quindi “prendere sul serio” l’adesione alla Chiesa, partecipando attivamente alla missione.
“Il dono che noi abbiamo – ha ricordato il vescovo – è quello di sapere, da una comunità che ha vissuto fin dall’inizio la sua esistenza assieme al Cristo crocifisso e risorto, che siamo amati da lui, che siamo amati dal Padre, che siamo amati dallo Spirito Santo: una comunione eterna di amore da prima che il tempo fosse, sempre, anche al di là del tempo e dello spazio. Noi siamo avvolti in questo mondo, in questo mondo siamo accarezzati, siamo apprezzati, in Dio noi viviamo, ci muoviamo, noi in lui respiriamo. Questa è la nostra verità. Oggi lo celebriamo con tutta la potenza della promessa di Cristo che è qui con noi, vivo, e ci dona pienamente il suo spirito di amore”.
“I cammini che vi hanno portato qui, fratelli e sorelle, sono diversi, ciascuno ha il suo, ma ora siete qui e ciascuno riceve la conferma che Dio vi ama. È un atto solenne della Chiesa. Dio vi ama. Dio accoglie la vostra vita. Vi sostiene e porta a compimento il seme, che è seminato in voi, delle vostre capacità, delle vostre relazioni, dei vostri sogni, dei vostri desideri. Vi conforma a Cristo. La forma con cui Cristo è presente in questa nostra storia è il corpo di Cristo, è il popolo di Dio, è la Chiesa diventata pienamente parte di questa comunità. Allora, aiutatemi, per favore, a cogliere la bellezza di essere insieme, nell’unità dello Spirito e nella diversità dei doni (…) Viviamo questa Chiesa, questa unità, questa comunione, perché siamo lo strumento che Dio ha per operare nella storia, siamo questo corpo, al quale voi oggi, in particolare, siete conformati”.
