Gerusalemme, la speranza oltre la guerra: il messaggio del cardinale Pizzaballa

Come abitare il tempo della guerra senza lasciarsi travolgere dalla rassegnazione? È la domanda che attraversa la recente lettera pastorale del cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, intitolata Tornarono a Gerusalemme con grande gioia. Un testo che, secondo don Emanuele Cuccarollo, offre una chiave di lettura preziosa non solo per la Terra Santa, ma anche per le comunità cristiane chiamate a confrontarsi con le ferite del presente.

«Di fronte alle immagini di distruzione che arrivano ogni giorno dal Medio Oriente» osserva don Cuccarollo «la tentazione più grande è pensare che non ci sia più nulla da fare. Il cardinale Pizzaballa, invece, invita a compiere un passo diverso: non fermarsi alla cronaca del conflitto, ma maturare uno sguardo di fede sulla realtà». Nella sua riflessione, il patriarca parte dalle profonde ferite aperte dopo il 7 ottobre 2023: la paura, l’odio, la frammentazione delle comunità e la crescente incapacità di riconoscere l’altro come persona. Per questo propone un’immagine penetrante: quella della Gerusalemme dalle porte aperte, contrapposta alla città costruita sulla paura e sulla chiusura. «Pizzaballa – prosegue don Cuccarollo – mette in guardia da quelle che definisce “memorie tossiche”, cioè le narrazioni del passato utilizzate per giustificare la violenza e negare la dignità dell’altro. È un richiamo molto forte a purificare la memoria e a costruire relazioni nuove. Non si tratta di dimenticare il dolore, ma di impedire che esso diventi il motore dell’odio». Il patriarca non si limita però a una riflessione teorica. La lettera indica percorsi di riconciliazione, individuando nelle scuole, negli ospedali, nelle famiglie e nelle comunità luoghi in cui il dialogo può diventare esperienza quotidiana. Al centro resta il rifiuto della violenza e la scelta di una convivenza fondata sul rispetto reciproco. Un messaggio che trova un’eco anche nel Vicentino.

Nei prossimi giorni una delegazione dell’associazione Energia&Sorrisi ODV raggiungerà Gerusalemme per incontrare il cardinale Pierbattista Pizzaballa e consegnare gli aiuti raccolti a favore della parrocchia di Gaza, una delle comunità maggiormente provate dalla guerra. L’iniziativa si inserisce in un percorso di solidarietà che negli ultimi mesi ha visto l’associazione impegnata in diversi progetti in Terra Santa. Tra questi l’invio di un container di aiuti umanitari destinato alla Caritas Jordan e il sostegno, insieme alla fondazione Homo Viator San Teobaldo della diocesi di Vicenza, all’acquisto di un trattorino per la manutenzione dell’area archeologica e religiosa del Monte Tabor.

«Le parole del patriarca – conclude don Cuccarollo – ci ricordano che il bene non è mai inutile, anche quando sembra piccolo rispetto all’immensità della sofferenza. Le opere di solidarietà non risolvono da sole un conflitto, ma testimoniano che esiste un modo diverso di stare dentro la storia. Anche dal nostro territorio possiamo contribuire a costruire relazioni, sostenere chi soffre e tenere accesa una speranza che non si arrende alla logica della guerra».

In un tempo segnato da conflitti che sembrano senza via d’uscita, il messaggio che arriva da Gerusalemme continua a indicare una strada esigente ma possibile: quella di una pace che nasce dall’incontro, dalla responsabilità e dalla scelta quotidiana di non lasciare l’ultima parola alla violenza.

Giada Zandonà

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(Diocesi di Vicenza)