Venezia si prepara a celebrare la 56. edizione della Festa di San Piero de Casteo, uno degli appuntamenti più identitari e partecipati della città, capace di rinnovarsi ogni anno mantenendo saldo il proprio legame con la comunità, la storia e le tradizioni veneziane.
La manifestazione, organizzata dal Comitato della Festa di San Piero de Casteo con il coinvolgimento di numerose realtà del territorio, si svolgerà dal 25 al 29 giugno e proporrà un ricco calendario di iniziative che spazieranno dalla musica alla cultura, dagli appuntamenti religiosi alle attività per bambini, dalle regate alle visite guidate, fino alle proposte gastronomiche.
L’edizione 2026 è stata presentata questa mattina a Ca’ Farsetti alla presenza del consigliere delegato alla Tutela delle Tradizioni di Venezia, Giovanni Giusto, e degli organizzatori della manifestazione, tra cui Paolo Basili, presidente del Comitato San Piero de Casteo.
“La Festa di San Piero de Casteo – ha dichiarato Giusto – è diventata una vera tradizione veneziana e questo lo dobbiamo a chi, anno dopo anno, si dedica con passione alla comunità, pensando prima di tutto ai residenti e solo dopo agli ospiti. San Pietro di Castello è un luogo che rappresenta l’identità più profonda della città e queste 56 edizioni consecutive sono un traguardo straordinario. È importante continuare a partecipare e, soprattutto, diventare protagonisti attivi della vita del quartiere. Venezia non vive soltanto di turismo: c’è ancora chi pensa alla comunità e organizza occasioni di incontro per i cittadini. Manteniamo viva questa identità, facendoci vedere e dimostrando che esistiamo ancora come comunità. La Festa è proprio questo: tradizione, convivialità, cultura e appartenenza”.
Le radici della manifestazione affondano ben oltre la sua storia contemporanea. A testimoniarlo è un dipinto del Settecento attribuito a Canaletto, oggi conservato a Berlino, che raffigura la veglia di San Pietro di Castello e restituisce l’immagine di un Campo San Pietro animato dagli abitanti del quartiere che, tra la notte e l’alba, attendevano l’apertura della basilica per partecipare alle celebrazioni religiose. Un segno tangibile di una tradizione profondamente radicata nella storia della città.
Ad anticipare l’avvio ufficiale della festa saranno alcuni appuntamenti dedicati alle radici spirituali, storiche e culturali della comunità. Sabato 20 giugno sono in programma visite guidate gratuite alla Basilica di San Pietro di Castello e l’evento culturale “Per l’amore del tuo amore”, che unirà letture sulla vita di San Francesco d’Assisi ed esecuzioni di musica sacra di Johann Sebastian Bach, nell’ambito delle celebrazioni dedicate agli 800 anni dalla morte del Santo. Domenica 21 giugno sarà invece dedicata a San Lorenzo Giustiniani, ultimo vescovo di Castello e primo Patriarca di Venezia, con un momento di approfondimento sul suo impegno riformatore e sul valore della carità, elemento che lo accomuna a San Francesco. Mercoledì 24 giugno, infine, la comunità si ritroverà in un momento di memoria collettiva dedicato ai volontari e ai soci che negli anni hanno contribuito alla crescita della festa, ricordati attraverso una nuova parete commemorativa realizzata nel patronato adiacente alla basilica.
Il tema spirituale rappresenterà uno dei fili conduttori di questa edizione, con particolare attenzione alle figure di San Francesco d’Assisi e San Lorenzo Giustiniani, accomunate da un profondo spirito riformatore e da una visione della carità quale fondamento della propria azione pastorale. Le iniziative dedicate a queste figure si inseriscono nel programma ufficiale delle celebrazioni per gli 800 anni francescani e contribuiranno a valorizzare il patrimonio storico, artistico e religioso custodito nella Basilica di San Pietro di Castello.
Al centro resta il forte spirito di partecipazione che, da sempre, coinvolge e unisce la comunità.
“Anche quest’anno possiamo contare sull’impegno di circa 150 volontari, provenienti non solo dal sestiere di Castello ma da tutta Venezia, a testimonianza di un forte senso di appartenenza e di una partecipazione che continua a crescere nel tempo. È particolarmente significativo vedere come molte persone scelgano spontaneamente di mettersi a disposizione, contribuendo all’organizzazione, all’accoglienza e alla realizzazione dell’evento”, ha dichiarato il presidente Basili.
Un valore aggiunto è rappresentato dal coinvolgimento delle nuove generazioni. Alcune classi della scuola Pisani e diverse associazioni del territorio prenderanno parte alle attività, con l’obiettivo di trasmettere ai più giovani il significato della partecipazione civica e del fare comunità. Particolarmente significativo è il naturale passaggio di testimone tra generazioni, con i figli dei volontari storici che scelgono di raccogliere l’eredità dei propri familiari, garantendo continuità a una tradizione che si rinnova anno dopo anno.
“Abbiamo inoltre voluto dedicare uno spazio alla memoria, realizzando nel patronato adiacente alla basilica una parete commemorativa in ricordo di tutte le persone che, nel corso degli anni, hanno contribuito alla crescita della festa e che oggi non sono più con noi. È un segno di riconoscenza e un modo per custodire e tramandare la storia di una manifestazione che appartiene a tutta la città”, ha aggiunto Basili.
Tra le novità dell’edizione 2026 figurano il potenziamento degli spazi dedicati alla ristorazione, l’aumento del numero di tavoli e panche e l’introduzione di un nuovo sistema di gestione delle attese tramite cicalino, che consentirà ai visitatori di muoversi liberamente nel campo in attesa del proprio ordine.
Debutterà inoltre la prima Corsa di San Piero, aperta a bambini e adulti, con l’obiettivo di valorizzare il territorio e favorire un’ulteriore partecipazione della cittadinanza. La manifestazione sarà preceduta anche da iniziative dedicate agli anziani del quartiere e ai giovani, realizzate in collaborazione con le associazioni del territorio e con i Salesiani.
Ampio spazio sarà dedicato anche alla proposta culturale e musicale, con un programma che punta a valorizzare la musica originale e i cantautori. Accanto al tradizionale tributo agli Abba, si esibiranno Sandro Barosi, Tommaso Calafati e Giorgio Gozzo, componente dei Rumatera, che presenterà un progetto personale dedicato alla musica originale in lingua veneta. L’obiettivo è sostenere gli artisti che propongono produzioni proprie e offrire una proposta culturale sempre più diversificata.
Tra gli appuntamenti più attesi torna inoltre il concorso di pasticceria “Dolce Rita”, nato per ricordare Rita, storica volontaria della festa e grande appassionata di dolci. La giuria sarà composta dai pasticceri Antonio Rosa Salva, Roberto Molin, Giovanna Didovich, Paolo Cerutti e Andrea Caldara. Accanto ai professionisti saranno coinvolti anche giovani neo-diplomati degli istituti alberghieri, chiamati a partecipare a una speciale giuria junior con finalità formative.
Il programma sarà completato dalla 49. Regata di San Piero e dalla 32. Regata delle Marie, oltre a visite guidate in barca fino all’ingresso dell’Arsenale, alla scoperta della storia dell’isola di San Pietro di Castello e delle origini dell’Arsenale veneziano. Non mancheranno mostre fotografiche, esposizioni all’interno della basilica, il tradizionale mercatino solidale e le presentazioni di libri dedicati alla storia e alla cultura veneziana.
Per cinque giorni San Pietro di Castello tornerà così a essere il cuore pulsante di una Venezia autentica, dove tradizione, cultura, volontariato e partecipazione continuano a rappresentare il vero patrimonio della città.
