
Dopo oltre trent’anni di presenza, i padri marianisti si preparano a lasciare il Santuario della Madonna Salute degli Infermi di Scaldaferro. Il passaggio avverrà in autunno e segnerà la fine di una lunga stagione iniziata nel 1993, quando il vescovo Pietro Nonis affidò ai religiosi la cura del luogo di culto. A raccogliere il testimone sarà don Mariano Ciesa, attuale parroco di Recoaro Terme, che assumerà l’incarico di rettore del santuario insieme a don Edoardo Dalla Riva e al diacono Valter Pozza.
La comunità saluterà ufficialmente i Marianisti domenica 27 settembre alle 16.30 con una celebrazione eucaristica.
«Siamo stati amati e abbiamo amato»
«Siamo stati amati e abbiamo amato». Con queste parole padre Dino Battiston riassume l’esperienza vissuta a Scaldaferro. Superiore della congregazione quando arrivò la richiesta del vescovo Nonis, il religioso giunse al santuario nel 1999. Dal 2000 ha svolto anche il ministero di esorcista diocesano e in seguito è stato nominato parroco.
Negli anni il santuario è diventato un punto di riferimento spirituale ben oltre il territorio locale. Prima della pandemia, ogni domenica vi partecipavano circa 1.200 fedeli; oggi sono circa la metà, numeri comunque significativi. Molti prendono parte alla Messa delle 7.30 prima del lavoro e agli incontri di preghiera del secondo venerdì del mese. Un ruolo importante è stato svolto anche dalla trasmissione delle celebrazioni su Radio Oreb.
«C’è molta richiesta di ascolto – spiega padre Battiston – e tante persone chiedono colloqui personali o la confessione». Sono circa 800, inoltre, i fedeli che hanno aderito alla consacrazione a Maria, una fraternità marianista di laici impegnati a vivere il Battesimo con fedeltà e generosità.
I Giubilei e i lavori di ampliamento
Negli anni Scaldaferro è stato più volte inserito tra i santuari giubilari. Il Giubileo del 2000 rese necessari importanti interventi strutturali per adeguare gli spazi all’aumento dei pellegrini. Furono ampliati il santuario e il porticato e vennero eliminate le barriere architettoniche.
Nel 2006 arrivò il mosaico realizzato da padre Marko Rupnik. Nonostante le vicende che hanno coinvolto l’ex gesuita, padre Battiston sottolinea il valore spirituale dell’opera.
«Bisogna distinguere l’artista dall’opera. Il mosaico è stato uno strumento meraviglioso che ha aiutato moltissime persone e invita al raccoglimento».
La Casa Madre della Misericordia
Un altro frutto del Giubileo della Misericordia è stato la nascita della Casa Madre della Misericordia, una struttura di social housing destinata a persone in difficoltà abitativa.
Attiva dal 2019, è stata affidata in comodato d’uso per quindici anni alla Caritas Diocesana. Finora ha accolto circa sessanta persone e attualmente ospita dodici residenti.
Il ministero dell’esorcista
Padre Battiston continua inoltre a svolgere il ministero di esorcista, anche se con ritmi ridotti.
«Ho affrontato casi molto pesanti. Oggi, vista l’età, continuo in forma più leggera. È un servizio di cui c’è grande bisogno e siamo rimasti in pochi».
Il religioso, che ha 87 anni, lascerà Scaldaferro insieme ad altri confratelli. Quattro si trasferiranno a Roma, mentre uno raggiungerà Pallanza, sul Lago Maggiore. In tutta Italia i Marianisti sono ormai una trentina.
«Abbiamo scelto una soluzione radicale prima che la situazione precipitasse, per garantire un passaggio ordinato».
L’affetto della comunità
Tra i segni più significativi ricevuti in questi mesi, padre Battiston evidenzia l’affetto dei fedeli.
«La gente ha insistito presso i superiori e il vicario episcopale Flavio Marchesini perché il servizio del santuario continuasse. Questo ci ha fatto capire che ciò che conta davvero è che questa isola di spiritualità, fatta di silenzio, preghiera, accoglienza e confessione, non vada perduta».
Don Mariano Ciesa: «Faremo del nostro meglio»
Il nuovo rettore sarà don Mariano Ciesa, classe 1951, parroco di Recoaro Terme da dieci anni. Il sacerdote compirà 75 anni il primo luglio e lascerà l’unità pastorale composta da quattro parrocchie, la cui cura sarà affidata a don Ettore Brentan.
«Lascio una comunità formidabile, con una grande voglia di rinascita e di valorizzare la bellezza del territorio», racconta.
Il trasferimento a Scaldaferro è previsto al termine dell’estate. Don Ciesa sarà affiancato da don Edoardo Dalla Riva e dal diacono Valter Pozza, con i quali collabora da molti anni.
«Penso che il Vescovo abbia scelto noi proprio perché siamo abituati a lavorare insieme. È un incarico impegnativo e inatteso. Conosciamo il santuario e faremo del nostro meglio, collaborando con il parroco e con l’unità pastorale di Pozzoleone».
Redazione
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