È il Piave il fiume più pulito del Veneto

Comunicato Stampa                Maserada sul Piave, 21 giugno 2026

È il Piave il fiume più pulito del Veneto 

L’ottava tappa di “Operazione fiumi” fotografa il buono stato di salute del Piave, che però va difeso da derivazioni e interventi di modifica morfologica 

Si chiude sulle sponde del Piave la campagna itinerante “Operazione fiumi – Esplorare per custodire” 2025 che ha portato i volontari e le volontarie di Legambiente a monitorare lo stato di salute di 13 corsi d’acqua veneti: Po, Canalbianco, Brenta, Piovego, Brentella, Bacchiglione, Retrone, Fratta Gorzone, Sile, Dese, Livenza, Adige e Piave. E proprio il Piave risulta essere il fiume più pulito, confermando il trend positivo dello scorso anno con una presenza molto bassa di sostanze inquinanti. “Operazione fiumi” vede anche quest’anno il supporto tecnico di Arpav, che ha svolto le analisi sui campioni raccolti dai volontari, nonché il contributo di COOP Alleanza 3.0 e BCC Veneta Credito Cooperativo, infine il patrocinio delle Autorità Distrettuali di Bacino del fiume Po e delle Alpi Orientali. A gennaio l’evento di restituzione conclusivo, in cui saranno pubblicati tutti i dati raccolti dalla campagna.

Il Piave è un fiume che bagna tre province venete (Belluno, Treviso e Venezia) e anche quest’anno sono 7 i punti di campionamento scelti lungo il suo corso da Legambiente Veneto, con il supporto tecnico di Arpav: due in provincia di Belluno (capoluogo e Borgo Valbelluna), tre in provincia di Treviso (Susegana, Maserada Sul Piave e Salgareda) e due in provincia di Venezia (San Donà di Piave e Jesolo). Il racconto di questi monitoraggi avviene oggi a Maserada sul Piave, in collaborazione con il circolo locale, Legambiente Piavenire. Ad una platea di amministratori, giornalisti e cittadinanza, i volontari di Legambiente hanno confermato anche per quest’anno un buono stato di salute del fiume rispetto al livello di carica microbiologica fecale. Va sottolineato che l’indagine di Legambiente è una fotografia puntuale del momento di campionamento, ed è realizzata in modo da affiancare e integrare i continui monitoraggi sui corsi d’acqua effettuati da Arpav stessa, che restituiscono ogni anno un quadro completo dello stato di salute dei bacini idrografici della regione in termini di sostanze inquinanti.

Con questa campagna, infatti, l’obiettivo principale di Legambiente è quello di accendere i riflettori sullo stato della depurazione dei fiumi del Veneto, attraverso rilevazioni della presenza del batterio Escherichia coli, la cui presenza in elevate concentrazioni è sintomo di contaminazione fecale dovuta ad insufficiente depurazione degli scarichi civili.

Nonostante nessun fiume in Veneto sia balneabile per decreto regionale e per ragioni che esulano dalla sola qualità microbiologica, consapevole che i 1000 MPN/100mL non corrisponde ad un limite di qualità legislativo, Legambiente ritiene importante indicare tale valore di qualità quale obiettivo a cui tendere per ogni corso d’acqua, in quanto requisito individuato dalla normativa cardine (D.Lgs. n. 116/2008, che recepisce la Direttiva europea 2006/7/CE) in materia sanitaria  per indicare la qualità delle acque di balneazione, oltre che parametro definito dalla Regione del Veneto per indicare una qualità microbiologica delle acque superficiali coerente con la destinazione all’uso irriguo senza restrizioni.

Sotto il profilo della depurazione, le indagini condotte da Legambiente confermano una situazione buona, con concentrazioni di escherichia coli (gli indicatori di contaminazione di origine fecale) molto basse, confermando quindi una corretta depurazione, ovvero una buona capacità autodepurativa del fiume rispetto agli scarichi che riceve.

Tabella di sintesi dei dati raccolti sul Piave per la campagna Operazione fiumi 2026

FIUME LOCALITÀ – COMUNE PROV. Escherichia coli MPN/100ml T (°C) pH CONDUCIBILITÀ uS/cm
PIAVE BELLUNO BL 185 11.6 8,2 450
PIAVE BORGO VALBELLUNA BL 161 12.3 8,25 393
PIAVE SUSEGANA TV 41 16 8,38 447
PIAVE MASERADA SUL PIAVE TV <10 16.9 7,92 400
PIAVE SALGAREDA TV 10 19.1 7,93 444
PIAVE SAN DONA’ DI PIAVE VE <10 20.8 7,98 3999+
PIAVE JESOLO VE <10 20.2 8,03 3999+

Nota: Si sottolinea che nonostante nessun fiume in Veneto sia balneabile per decreto regionale e per ragioni che esulano dalla sola qualità microbiologica, consapevole che i 1000 MPN/100mL non corrisponde a un limite di qualità legislativo, Legambiente ritiene importante indicare tale valore di qualità quale obiettivo a cui tendere per ogni corso d’acqua, in quanto requisito individuato dalla normativa cardine (D.Lgs. n. 116/2008, che recepisce la Direttiva europea 2006/7/CE) in materia sanitaria per indicare la qualità delle acque di balneazione, oltre che parametro definito dalla Regione del Veneto per indicare una qualità microbiologica delle acque superficiali coerente con la destinazione all’uso irriguo senza restrizioni.

Per avere un quadro completo sullo stato di salute delle acque, come sempre Legambiente ha analizzato anche il quadro che emerge dai monitoraggi svolti nel 2025 dall’Agenzia Regionale per la Protezione e la Ricerca Ambientale del Veneto. Per la valutazione dello stato ecologico e dello stato chimico del bacino del fiume Piave, nel 2025 sono state monitorate in totale 35 stazioni per il monitoraggio della qualità chimica, 9 stazioni per il monitoraggio della qualità biologica e 14 corpi idrici per la valutazione dello stato morfologico dei corsi d’acqua.
Lo stato chimico è risultato “buono” in tutti i corpi idrici fluviali monitorati, in quanto non sono stati rilevati superamenti degli standard di qualità per le sostanze prioritarie e prioritarie pericolose. Inoltre non sono stati rilevati superamenti dei valori medi annui degli inquinanti specifici ad eccezione di AMPA (prodotto di degradazione del Glifosate) nel torrente Teva.
Nella totalità dei corsi d’acqua monitorati, il livello dei nutrienti è risultato Elevato o Buono, mentre la qualità biologica, valutata con gli EQB, è risultata Buona o Elevata in 4 dei 9 corpi idrici monitorati, con valori non buoni (Risorgiva Del Fontane Bianche, Torrente Funesia, Torrente Bordina, Torrente Sarzana) per via del solo indicatore relativo alla fauna ittica.
Il monitoraggio morfologico su 14 corpi idrici ha evidenziato: 5 corpi idrici in stato “Elevato” (Ru Sorapis, Rio Valle San Vito, Rio Ruaz (Setraza), Rio Val Maor, Torrente Federa), 6 in stato “Buono” (Rio Rudavoi, Rio Valle San Vito, Torrente Gresal, Torrente Tegnas, Valle Della Cort, Torrente Raboso), 2 in stato “Sufficiente” (Torrente Veses, Torrente Tegorzo) e 1 in stato “Scarso” (Torrente Fium). Il monitoraggio morfologico, condotto negli anni precedenti al 2025, ha evidenziato nella prevalenza dei corpi idrici uno stato buono o elevato.

“I monitoraggi condotti dalla nostra campagna Operazione Fiumi nelle settimane scorse tanto quanto quelli più ampi condotti da Arpav nel 2025 mostrano che sotto il profilo depurativo e della qualità chimica il fiume sta bene” commenta Francesco Tosato, portavoce della campagna “Operazione fiumi” di Legambiente Veneto. “Sappiamo però che le criticità del fiume Piave sono altre, ovvero derivazioni idrauliche e estrazioni in alveo, questioni che da anni ci vedono impegnati su più fronti. Ne è un esempio la lettera ufficiale ai comuni rivieraschi del Piave, inviata proprio da Legambiente Veneto nel lontano 2021 e purtroppo ancora attuale. Per garantire una maggiore protezione del fiume e la biodiversità che lo attraversa, va rivista in chiave sostenibile la progettazione delle opere presenti e future lungo il suo percorso, oltre allo stop al consumo di suolo nelle aree bagnate dal fiume, indispensabile per mitigare gli effetti del rischio, procedendo al contempo alla pianificazione di interventi per la rinaturalizzazione delle golene”.

Sul tema della qualità dell’acqua e del problema della pressione antropica lungo il corso d’acqua torna anche Fausto Pozzobon, presidente del circolo Legambiente Piavenire: “Ancora una volta il nostro fiume ha dimostrato una grande capacità di autodepurazione, come dimostrato anche delle nostre uscite didattiche con le scuole durante le quali ci imbattiamo spesso in macro invertebrati la cui presenza è sintomo di buona qualità delle acque. Ben altra situazione è invece l’impatto delle opere antropiche, come le numerose escavazioni per canalizzare il corso del fiume, che provocano un grave approfondimento dell’alveo, non permettendo una buona distribuzione della risorsa idrica nelle falde freatiche, mettendo in crisi tutta l’alimentazione dei fontanili nella Fascia delle Risorgive, sia in destra che in sinistra Piave. Questo si verifica soprattutto nel territorio a sinistra del fiume, dove quasi tutti i torrenti di risorgiva hanno perso chilometri di corso attivo compromettendo il livello di biodiversità della campagna coltivata già aggredita dalla presenza diffusa dei vigneti”.

(Legambiente Veneto)