Abitare Venezia e il Veneto: un mercato immobiliare sano, con un dinamismo che si mostra simile a quello nazionale che sta vivendo un periodo eccezionale. In Italia il 2025 è stato il migliore degli ultimi 50 anni, con 667mila compravendite. Il primo trimestre del 2026 registra già un +4%. A trainare il trend positivo è il credito, ovvero l’accesso ai mutui e soprattutto in Veneto, dove il 2026 si è chiuso con 67mila compravendite e il primo trimestre del 2026 è già a quota 5mila.
Questo pomeriggio, a Mestre, Aspesi ha raccolto esperti del settore per un focus sulla situazione immobiliare in Veneto, con la presentazione del report 2026 del mercato immobiliare nelle province di Venezia, Padova, Verona e Treviso, e con il rapporto sull’andamento dei mutui nella nostra regione. Venezia protagonista invece della tavola rotonda sulla rigenerazione urbana.
Ad aprire la convention il consigliere comunale con delega Unesco e Politiche energetiche Massimiliano De Martin, che ha raccontato come la città stia proseguendo una strada iniziata 11 anni fa, sul fronte dell’edilizia e della residenzialità, una politica che ha fatto registrare quasi 2 miliardi di euro di investimenti, sia in opere pubbliche che private: “E l’Amministrazione del sindaco di Venezia Simone Venturini ha tutta l’intenzione di continuare con investimenti sulla residenzialità e sulla città – ha detto De Martin – Partiamo dal principio che l’edilizia non è solo costruire, ma è un indicatore della salute economica e sociale della città, e persino l’applicazione della democrazia: il diritto alla casa, il diritto di vivere bene. L’edilizia genera un’economia reale, è una grande filiera, fatta di progettisti, imprese, fornitori, trasporti e servizi finanziari; produce lavoro diffuso e sostiene economie locali e dei territori limitrofi. L’edilizia inoltre mantiene vivo il patrimonio urbano: recuperare edifici, strade, aree verdi e ciò significa migliorare sicurezza ed efficienza energetica”.
De Martin ha proseguito spiegando come una città più a misura delle famiglie voglia dire anche qualità urbana e competitività: “Quando si ferma l’edilizia si fermano gli investimenti e i servizi, e ciò può significare immobili vuoti, degrado, perdita di residenti e desertificazione commerciale”.
Non ultima la questione ambientale: “Venezia è stata attenta, e continuerà a farlo, all’impatto ambientale, per le infrastrutture pubbliche, residenziali o per gli edifici da reddito: oggi costruire non significa consumare suolo ma rigenerare e gli esempi di questi anni sono tantissimi. Quando una città costruisce, recupera e investe sta dicendo che crede nel futuro”, ha concluso De Martin.
