Si intitola “Radici di futuro: praticare la libertà, educare al genere, abitare il cambiamento” il convegno in corso oggi a Forte Marghera: un nuovo appuntamento per celebrare i trent’anni di attività del Centro Antiviolenza del Comune di Venezia. Alla giornata di confronto e formazione, rivolta ai soggetti pubblici e privati che operano a fianco delle donne nei contesti di violenza, è intervenuta l’assessore comunale alla Coesione sociale, Cittadinanza delle donne e Pari opportunità, Ermelinda Damiano. Oltre ai rappresentanti di Regione Veneto, Ulss 3 Serenissima, Forze dell’Ordine e Ordine degli avvocati, nei saluti di apertura hanno preso la parola per il Comune di Venezia il direttore della Direzione Coesione sociale, Danilo Corrà, e la responsabile del Cav, Patrizia Marcuzzo, che ha coordinato i lavori del convegno.
“Oggi sono qui in una nuova veste – ha esordito l’assessore Damiano – ma rimanendo sempre al vostro fianco e garantendo come in passato il mio impegno e il mio lavoro a sostegno delle donne vittime di violenza e della rete di aiuto costruita in anni di lavoro e formazione. Continueremo insieme in questa direzione, promuovendo l’educazione e l’informazione e agendo in sinergia con quanti operano per aiutare le donne a costruire percorsi di uscita dalla violenza. Il Cav in questi 30 anni di lavoro è cresciuto aggiungendo tanti tasselli a questo infaticabile cammino e mettendo a disposizione le case rifugio per le donne e i loro bambini, gli sportelli diffusi in tutto il territorio comunale, il sostegno legale, momenti di creatività e serenità con l’ “Atelier delle donne”, solo per citare alcuni esempi”.
Il convegno rappresenta un’occasione di confronto qualificato e di aggiornamento professionale per la rete territoriale antiviolenza, finalizzato a fare il punto sullo stato dell’arte degli interventi di contrasto alla violenza di genere, rafforzare il dialogo tra istituzioni, servizi e terzo settore, sostenere la crescita condivisa delle competenze degli operatori. “In questo modo – ha aggiunto la responsabile Marcuzzo – vogliamo consolidare la Rete Antiviolenza territoriale e l’integrazione tra ambito sociale, sanitario, giuridico e Forze dell’Ordine, mettendo l’accento sulla qualità professionale degli operatori. Solo in questo modo possiamo rafforzare le competenze della rete, la capacità di presa in carico delle tante situazioni con cui veniamo in contatto, mettere in comune linguaggi, strumenti e pratiche operative”.
In conclusione, il direttore Corrà ha evidenziato come il contrasto alla violenza di genere necessiti di una rete forte, competente e integrata; in quest’ottica, investire nelle competenze degli operatori e nella sinergia tra servizi è essenziale per tutelare le donne e stimolare un cambiamento culturale sul territorio: “Prendiamoci questa giornata e questo spazio di approfondimento per la nostra crescita professionale – ha precisato – per guardare alle nostre radici e al futuro, come titola la tavola rotonda. Il nostro modo di operare non si limita a porre l’attenzione ai mezzi, ma guarda al risultato, ovvero prevenire la violenza e allo stesso tempo offrire un aiuto concreto alle donne e ai loro figli, grazie anche alla collaborazione tra pubblico e privato e alla grande rete fatta di contatti, formali e informali, con cui opera in stretta sinergia”.
