Il sindaco di Venezia, Simone Venturini, ha incontrato questa mattina i lavoratori della Nuova CLP – Nuova Compagnia Lavoratori Portuali a Porto Marghera nella sede di via del Commercio, per un confronto dedicato al presente e alle prospettive dello scalo. All’incontro ha partecipato anche l’assessore alle Politiche del lavoro, Paolino D’Anna. Al centro dell’appuntamento il ruolo di Porto Marghera come infrastruttura essenziale per l’economia cittadina e metropolitana, realtà che dà lavoro a 20.000 operatori e rappresenta uno dei principali motori produttivi del territorio. Il confronto ha riguardato le condizioni necessarie per sostenere lavoro, sviluppo, investimenti e competitività dello scalo, con particolare attenzione alla navigabilità dei canali.
“Porto Marghera è lavoro, impresa, competenze e futuro – ha dichiarato il sindaco Venturini – È una realtà che appartiene alla storia produttiva della città, ma che deve essere messa nelle condizioni di continuare a crescere e attrarre investimenti. Per questo ho scelto di mantenere direttamente la delega al Porto: perché considero questo dossier una priorità del mandato e uno dei punti decisivi per lo sviluppo di Venezia e della sua area metropolitana”. Il sindaco ha richiamato la centralità del sistema portuale nella futura azione amministrativa del Comune. Una responsabilità che riguarda non solo la tutela delle attività esistenti, ma anche la capacità di accompagnare nuove prospettive industriali e logistiche, rafforzando il ruolo dello scalo veneziano nei traffici nazionali e internazionali.
Tra i temi affrontati anche il possibile futuro progetto legato all’hub delle terre rare dell’Unione Europea, che per l’Amministrazione comunale non deve limitarsi a una funzione di deposito, ma può rappresentare l’occasione per costruire una vera filiera capace di generare lavoro qualificato, competenze e valore aggiunto, dando a Venezia una nuova centralità a livello europeo. “Dobbiamo difendere il lavoro, creare nuove opportunità e accompagnare investimenti che non si limitino al transito delle merci, ma producano occupazione, sviluppo e competenze – ha proseguito Venturini – L’hub delle terre rare dell’Unione Europea deve andare in questa direzione: non un semplice deposito, ma l’avvio di una filiera capace di guardare ai settori del futuro e di rafforzare il ruolo produttivo della città”.
Il primo cittadino ha inoltre sottolineato il valore identitario di Porto Marghera per Venezia: “Quella portuale è una realtà che andrebbe raccontata e insegnata anche nelle scuole, perché migliaia di persone vivono e lavorano ogni giorno dentro un sistema complesso, contraddistinto da professionalità, sicurezza, logistica, industria e relazioni internazionali. Far conoscere Porto Marghera significa far conoscere uno dei cuori pulsanti di Venezia”, ha concluso.
