PICCOLO COMUNE AMICO: COLDIRETTI, AGRICOLTORI UNDER 30 FRENANO SPOPOLAMENTO DOPO SCOMPARSA ¼ GIOVANI NELLE AREE INTERNE

PICCOLO COMUNE AMICO: COLDIRETTI, AGRICOLTORI UNDER 30 FRENANO SPOPOLAMENTO DOPO SCOMPARSA ¼ GIOVANI NELLE AREE INTERNE

Risorsa per economia e turismo, 22 milioni di italiani in visita nei piccoli borghi nell’estate 2026

Turismo d’alpeggio, escursioni green in mezzo a mandorleti e uliveti, passeggiate a cavallo tra girasoli e tulipani, orzo da birra a km zero, tecniche di coltivazione innovative. Sono le idee vincenti degli agricoltori under 30 che nelle aree interne creano sviluppo e lavoro, con l’obiettivo di invertire una tendenza allo spopolamento che negli ultimi venti anni ha visto “sparire” circa 1/4 dei giovani, secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat. A premiarle, Coldiretti Giovani Impresa, nel corso della cerimonia di consegna dei riconoscimenti di “Piccolo comune amico”, progetto realizzato da Codacons in collaborazione con Coldiretti e sostenuto da Autostrade per l’Italia, Intesa Sanpaolo, Fit, Touring Club Italiano, Symbola e il patrocinio di Aci, Anci, Uncem.
Oltre al valore ambientale, mantenere la presenza e i servizi nelle aree interne rappresenta, un motore turistico che, se adeguatamente valorizzato, può diventare una risorsa strategica per il rilancio economico e occupazionale del Paese. Lo dimostra il fatto che 22 milioni di italiani visiteranno un piccolo borgo durante l’estate 2026, secondo un’indagine Coldiretti/Ixe’.

I premi sono stati consegnati dal delegato nazionale di Coldiretti Giovani, Enrico Parisi, e dal segretario Piercarlo Tondo.
“I piccoli comuni d’Italia non si salvano con la nostalgia, ma con l’innovazione e il coraggio delle nuove generazioni. Come Coldiretti Giovani Impresa siamo orgogliosi di premiare ragazzi che non gestiscono solo imprese agroalimentari competitive e moderne, capaci di legare cibo, qualità e salute, ma veri e propri presidi di vita sul territorio, capaci di trasformare le aree interne da zone a rischio abbandono a laboratori di futuro – ha sottolineato Parisi -. I giovani nei piccoli centri rappresentano la forza propulsiva per la tenuta sociale e la crescita economica del Paese: il loro lavoro dimostra che lo sviluppo rurale può vincere la sfida del calo demografico, invertendo la rotta e offrendo ai cittadini un’alternativa reale alla vita urbana. Per continuare a guidare questa rinascita con entusiasmo e competenza, abbiamo però la necessità di assicurare alle aree interne condizioni ottimali e servizi essenziali. Il Premio Piccolo Comune Amico dimostra che quando istituzioni e giovani agricoltori fanno squadra, l’Italia dei territori torna a correre”.

Le storie dei giovani premiati

Nel comune siciliano di Villafrati Salvatore Realmuto Fortunato ha trasformato la tradizionale coltivazione del mandorlo in un progetto multifunzionale, affiancando alla trasformazione aziendale il format Agriwild Experience, che propone escursioni con moto elettriche tra uliveti e sentieri naturalistici. Un modello innovativo che unisce agricoltura, turismo esperienziale ed educazione ambientale, valorizzando l’entroterra siciliano.
Martina Chiola, a Nocciano (Abruzzo) ha creato un’azienda che integra la coltivazione di tulipani, girasoli e fragole con il turismo rurale attraverso passeggiate a cavallo, attività didattiche e picnic immersi nella natura. Un’esperienza che richiama visitatori e promuove il territorio, offrendo un nuovo modo di vivere la campagna.
Con la gestione della Malga Crel a Primiero San Martino di Castrozza (Trentino-Alto Adige) Eleonora Cemin punta a coniugare allevamento, produzione agricola e accoglienza, facendo dell’ospitalità un’estensione naturale della vita d’alpeggio. Un progetto che rafforza il turismo di montagna, tutela il paesaggio e mantiene vivo il presidio agricolo delle aree alpine.
Francesco Panichella a Riccia (Molise) ha avviato una giovane impresa cerealicola che coniuga innovazione e tradizione, producendo frumento per la pasta, orzo per birra a km zero e altre colture di filiera nel rispetto dei ritmi naturali. Un modello che valorizza le produzioni locali e crea nuove prospettive di sviluppo per un piccolo comune montano.
In Lombardia, a Ricengo, Giovanni Premoli ha introdotto nell’azienda di famiglia tecniche di agricoltura di precisione e investimenti nelle energie rinnovabili, migliorando efficienza, sostenibilità e benessere animale. Un esempio di innovazione che rende più competitiva l’impresa agricola e contribuisce allo sviluppo del territorio.

(Coldiretti Treviso)