Crisi idrica, Venturini: “Massima attenzione sull’Adige, la Regione segue costantemente l’evoluzione della situazione”

(AVN) Venezia, 15 luglio 2026

 

Si è riunito oggi l’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici dell’Autorità di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali per fare il punto sull’andamento della risorsa idrica in Veneto. La situazione resta complessa, con alcuni corsi d’acqua che presentano condizioni di sofferenza, ma è costantemente monitorata dalla Regione, che sta coordinando gli interventi necessari sia per affrontare l’attuale fase di criticità sia per rafforzare la resilienza del territorio.

“La situazione richiede la massima attenzione – spiega l’assessore regionale all’Ambiente e al Clima, Elisa Venturini –. Alcuni dei principali fiumi veneti registrano condizioni critiche: il Livenza presenta attualmente un deficit del 55%, mentre resta delicata anche la situazione del Sile, con particolare riferimento all’impianto di desalinizzazione di Torre Caligo, infrastruttura strategica per l’approvvigionamento idrico del territorio di Jesolo”.

Tra gli elementi osservati con maggiore attenzione vi è anche l’avanzata del cuneo salino, che dopo il Po sta interessando l’Adige. “Il fenomeno è arrivato fino a Cavanella d’Adige e viene costantemente monitorato, con particolare attenzione alle aree della provincia di Rovigo più esposte agli effetti della risalita dell’acqua salata”.

Nel corso della riunione è stato deciso il passaggio dal livello di severità idrica bassa a quello media, misura che comporta un ulteriore rafforzamento del monitoraggio e dell’attenzione nell’utilizzo della risorsa idrica da parte di tutti gli utilizzatori.

“La Regione del Veneto – prosegue Venturini – ha sostenuto una linea diversa rispetto a quella di un taglio percentuale uniforme dei prelievi. In alcune aree del Veneto, infatti, le riduzioni richieste sono già state ampiamente superate. Il vero nodo oggi non è soltanto il volume complessivo d’acqua disponibile, ma soprattutto la portata dei corsi d’acqua”.

Le valutazioni tecniche condivise durante l’Osservatorio evidenziano come sia fondamentale mantenere sull’Adige una portata non inferiore a 140 metri cubi al secondo a Ponte San Lorenzo. Allo stesso tempo, i prelievi effettuati a valle dovranno garantire una portata di almeno 80 metri cubi al secondo a Boara Pisani, condizioni ritenute indispensabili per limitare l’avanzata del cuneo salino e assicurare il corretto funzionamento degli impianti di desalinizzazione.

“In quest’ottica la Regione ha proposto un percorso di collaborazione con le Province autonome di Trento e Bolzano e con tutti i soggetti coinvolti nella gestione della risorsa idrica. Le Province autonome hanno manifestato piena disponibilità a collaborare per garantire, attraverso una gestione coordinata dei rilasci dagli invasi montani, il mantenimento delle portate necessarie nei momenti più delicati. Parallelamente è stato condiviso con i Consorzi di Bonifica un approccio basato sulla modulazione dei prelievi: incrementare le derivazioni durante le fasi di maggiore disponibilità d’acqua e ridurle nei periodi di minima, così da preservare le portate necessarie senza ricorrere a tagli lineari, tutelando al tempo stesso il funzionamento degli impianti di desalinizzazione.”

L’assessore ricorda inoltre che la Regione sta affiancando alle misure immediate un importante programma di investimenti strutturali. “La barriera anti-cuneo salino dell’Adige, che costa 42 milioni di euro, è già stata interamente finanziata: un’infrastruttura strategica che sarà messa a gara il prossimo anno, con l’apertura del cantiere prevista nel 2027 e la conclusione dei lavori nel 2029. Parallelamente stiamo portando avanti una strategia complessiva per rendere il Veneto più resiliente agli effetti dei cambiamenti climatici. Il Piano regionale dei nuovi invasi prevede 48 interventi per un valore complessivo di oltre 581 milioni di euro; sono inoltre in corso importanti investimenti per la riconversione dei sistemi irrigui dei Consorzi di Bonifica, con reti in pressione e sistemi di irrigazione di precisione che consentiranno un utilizzo molto più efficiente della risorsa idrica. Proseguono infine le attività progettuali per la barriera anti-sale alla foce del Po e per lo sbarramento alla foce del Brenta, opere fondamentali per proteggere l’agricoltura, le falde acquifere e l’approvvigionamento idrico del territorio”.

“Di fronte a fenomeni che i cambiamenti climatici rendono sempre più frequenti, la risposta deve essere duplice: gestire con efficacia le criticità del presente e continuare a investire in opere e tecnologie che rendano il Veneto sempre più sicuro e resiliente”.

“Rivolgo infine un appello a tutti i cittadini – conclude Venturini – affinché utilizzino l’acqua con responsabilità. Ogni comportamento virtuoso contribuisce a tutelare una risorsa preziosa per l’intera comunità”.

 (AMBIENTE)

(Regione Veneto)