POPILLIA JAPONICA IN VENETO, NOTA DELLA REGIONE VENETO CON AGGIORNAMENTI SU MONITORAGGIO E CONTENIMENTO

15 luglio 2026. La Direzione Agroalimentare e Servizio Fitosanitario della Regione del Veneto ha emesso una nota ufficiale, a firma del Direttore dell’U.O. Fitosanitario Dott. Paolo Frasson, per fare il punto sulla diffusione di Popillia japonica nel territorio regionale.

Questo coleottero da quarantena rappresenta una seria minaccia per l’agricoltura poiché gli adulti attaccano le foglie e i frutti di oltre 300 specie vegetali, tra cui colture di grande rilevanza come vite, pesco e melo, mentre le larve distruggono l’erba nutrendosi delle radici. Pur non costituendo alcun pericolo per la salute dell’uomo o degli animali, la sua capacità di compromettere i raccolti mantiene elevato il livello di allerta, soprattutto a seguito di recenti segnalazioni in nuove zone esterne alle aree già delimitate a partire dal 2025.

Nonostante lo stato di attenzione, i dati attuali del monitoraggio indicano che la densità della popolazione è ancora contenuta e non si registrano danni significativi alle colture. Di conseguenza, non sono al momento necessari interventi straordinari.

Tuttavia, dato che gli adulti rimarranno attivi per almeno altre tre o quattro settimane, la Regione raccomanda ai produttori di effettuare costanti controlli visivi e di valutare l’esecuzione di trattamenti fitosanitari mirati in caso di avvistamenti.

Tra i principi attivi indicati come più efficaci per il contenimento figurano l’Acetamiprid, i piretroidi, il Clorantraniliprole, la Lambda-cialotrina e il Piretro, quest’ultimo specifico per le produzioni biologiche.

Per mappare con precisione l’infestazione e avviare tempestive azioni di eradicazione, i cittadini e gli operatori sono invitati a segnalare la presenza degli adulti attraverso l’apposito applicativo online sul portale regionale.

Al fine di non favorire l’ulteriore diffusione dell’insetto verso aree ancora indenni, è severamente vietato ai privati installare trappole provviste di attrattivi specifici. Nelle zone già colpite e mappate nella cartografia ufficiale, i produttori potranno invece richiedere l’autorizzazione all’uso dei dispositivi fitosanitari di tipo “Attract & Kill”.

L’U.O. Fitosanitario, muovendosi in sinergia con le Università di Verona e di Padova, continua a monitorare la situazione e ad applicare misure di cattura massale per contenere la popolazione del coleottero. Nei prossimi giorni la rete di monitoraggio sarà potenziata con l’installazione di nuove trappole e di ulteriori sistemi “Attract & Kill”. Il piano regionale prevede poi interventi mirati contro le larve nel periodo tardo estivo e autunnale, affiancati da azioni di lotta biologica mediante la distribuzione di nematodi entomopatogeni nei prati stabili tra l’autunno e la primavera.

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(Coldiretti Verona)