La Polizia di Stato effettua un arresto in flagranza di reato per due truffe aggravate, una consumata ed una tentata, ai danni di anziani

La Polizia di Stato effettua un arresto in flagranza di reato per due truffe aggravate, una consumata ed una tentata, ai danni di anziani

Nell’ambito di una mirata attività di prevenzione e repressione dei reati contro il patrimonio, gli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Verona hanno tratto in arresto un cittadino italiano, diciannovenne di origini campane, ritenuto responsabile di una truffa aggravata consumata e di una tentata in pregiudizio di anziani.

Il modus operandi ricalca uno dei classici schemi utilizzati dai truffatori, ovvero quello del “finto delegato del Tribunale”. Poco prima dell’arresto, il malvivente ha tentato un primo colpo: un complice, tramite un raggiro telefonico, ha agganciato un’anziana donna, invitandola ad aprire la porta ad un sedicente funzionario giudiziario. Questo finto delegato avrebbe dovuto confrontare i gioielli della vittima con le fotografie di beni sottratti durante una millantata rapina avvenuta poche ore prima. Fortunatamente, la telefonata si è bruscamente interrotta ed il giovane è stato costretto ad allontanarsi, facendo sfumare il primo tentativo. Non desistendo dall’intento criminoso, poco dopo il soggetto ha raggiunto un’altra abitazione, mettendo in atto la medesima condotta ai danni di una cittadina veronese di ottantaquattro anni. Sottoponendo la vittima a una pressante coercizione psicologica con il pretesto di verificare la provenienza dei preziosi, il giovane è riuscito a introdursi in casa e ad asportare sbrigativamente anelli e collane d’oro. Il valore complessivo della refurtiva ammonta a oltre 120.000 euro, oggetti peraltro a cui la vittima è legata da un profondo valore affettivo oltre che economico. I poliziotti della Squadra mobile, miratamente impiegati in uno specifico servizio di contrasto al fenomeno, hanno intercettato e bloccato il truffatore non appena ha varcato la soglia uscendo dall’abitazione della vittima. Gli ori, interamente recuperati dagli investigatori, sono stati restituiti alla legittima proprietaria negli uffici della Questura. L’arrestato è stato condotto presso la casa circondariale di Verona Montorio, a disposizione della competente Autorità giudiziaria.

L’arresto in questione si inserisce in una più ampia progettualità della Squadra mobile di Verona, finalizzata alla repressione dei reati contro il patrimonio, con particolare riferimento alle truffe in pregiudizio degli anziani.

La Polizia di Stato ricorda che nessun operatore delle Forze dell’Ordine (o altra Autorità) richiederà mai denaro o oggetti preziosi al telefono o presso il domicilio.

(Questura di Verona)