Nelle prime ore del pomeriggio di ieri, 4 agosto, gli Agenti della Squadra Volante della Questura di Vicenza hanno tratto in arresto un cittadino tunisino, classe 1968, per il reato di evasione ex art. 385 c.p.
Nello specifico, intorno alle ore 17:30, la pattuglia in servizio di controllo del territorio stava transitando in via Castelfidardo quando ha notato, all’incrocio con via Lamarmora, un uomo a bordo di una bicicletta. Gli Operanti hanno prontamente riconosciuto il soggetto, già noto alle forze dell’ordine e attualmente sottoposto alla misura alternativa della detenzione domiciliare.
Alla vista dell’auto di servizio, l’uomo ha accelerato la pedalata nel tentativo di far perdere le proprie tracce, raggiungendo rapidamente il proprio stabile in via Mentana. Nonostante l’ordine di fermarsi, il cinquantottenne si è chiuso alle spalle il cancello condominiale ed è salito frettolosamente verso la propria abitazione.
Riusciti ad accedere al condominio, i Poliziotti hanno raggiunto l’appartamento al terzo piano. Alla richiesta di giustificare la presenza all’esterno a quell’ora — a fronte di un permesso di uscita giornaliero limitato alla fascia 12:30-14:30 — l’uomo ha dichiarato di essersi recato presso il locale SERD. Sebbene avesse avvisato la Sala Operativa alle ore 12:02 per l’uscita, il soggetto non aveva mai comunicato il rientro (obbligatorio per prescrizione) né è stato in grado di esibire idonea documentazione medica o autorizzazione dell’Autorità Giudiziaria a copertura dell’orario del controllo.
Accompagnato presso gli uffici della Questura per i rilievi fotodattiloscopici, l’uomo è stato tratto in arresto. Il Pubblico Ministero di turno presso la Procura della Repubblica di Vicenza, informato dei fatti, ha disposto la misura degli arresti domiciliari presso il medesimo domicilio in attesa del giudizio con rito direttissimo e all’esito del quale veniva convalidato l’arresto e disposto l’obbligo di dimora con prescrizioni.
Il soggetto era già stato denunciato in stato di libertà per il medesimo reato (art. 385 c.p.) in due recenti occasioni, il 23 febbraio e il 28 luglio scorsi, evidenziando una sistematica inosservanza delle prescrizioni imposte.
“Si rappresenta che la misura è stata adottata di iniziativa da parte dell’Ufficio procedente e che per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza della persona sottoposta ad indagine in relazione alla vicenda sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna o forme analoghe”.
