Terremoto in Colombia: il card. Zuppi assicura la “vicinanza fraterna della Chiesa italiana”

“Vicinanza fraterna e partecipazione commossa” sono state espresse dal card. Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana, al popolo colombiano, colpito da un violento terremoto con epicentro nel municipio di San José del Palmar, nel Chocó, che ha provocato vittime, dispersi, feriti e gravi distruzioni in diverse regioni del Paese. In una lettera indirizzata a mons. Francisco Javier Múnera Correa, arcivescovo di Cartagena e presidente della Conferenza episcopale colombiana, Zuppi ha manifestato la solidarietà della Chiesa italiana “in questo momento di grande sofferenza”, con “l’impegno a destinare risorse straordinarie per far fronte a questa prima emergenza”.
“La preghiera ci unisce e ci rende prossimi a chi soffre, soprattutto ai più poveri e fragili, ai familiari delle vittime, a chi è ancora in attesa di notizie dei propri cari”, ha affermato il presidente della Cei affidando “al Signore le persone che hanno perso la vita, perché conceda loro la pace eterna”. “Preghiamo – ha aggiunto il porporato – per i feriti, per gli sfollati e per quanti hanno perso la casa e i mezzi necessari alla vita quotidiana. Il Signore sostenga chi è nella prova e dia forza agli organismi di soccorso, al personale sanitario, ai volontari e a quanti, come è scritto nel messaggio della Sua Conferenza episcopale, con generosità e coraggio si dedicano alla ricerca, al soccorso e all’assistenza dei colpiti dalla tragedia”.
La Colombia, ha sottolineato Zuppi, è chiamata “a riconoscersi ancora una volta come un’unica famiglia: anche la Chiesa in Italia desidera essere, in questo momento, parte di quella famiglia, vicina nella preghiera e pronta alla solidarietà concreta”. “Invochiamo l’intercessione materna di Maria, tanto amata dal popolo colombiano, perché lenisca il dolore delle famiglie, protegga i bambini e non lasci smarrire la speranza: quella speranza che nasce dalla fraternità, dalla mano tesa e dalla comunione dei cuori”, sono state le parole del Presidente della Cei che ha voluto far giungere “alla Chiesa in Colombia, ai suoi Pastori e a quanti sono impegnati accanto alla popolazione colpita, l’abbraccio fraterno e la vicinanza orante della Chiesa italiana”. “Il Signore – ha concluso il presidente della Cei – doni conforto, forza e speranza a tutto il popolo colombiano”.

La preghiera e l’aiuto del Papa

“Desidero esprimere la mia vicinanza alle sorelle e ai fratelli colombiani che hanno subito le conseguenze del recente terremoto, che ha causato numerose vittime e feriti, oltre a ingenti danni materiali”. Lo ha detto Leone XIV nel saluto ai pellegrini in lingua spagnola durante l’udienza generale di mercoledì 12 agosto nella Basilica Vaticana. “Mentre prego il Signore per l’eterno riposo dei defunti, assicuro le mie preghiere per le loro famiglie e per tutti coloro che sono stati colpiti da questa tragedia. Esprimo la mia gratitudine a quanti sono impegnati nelle operazioni di soccorso e nell’assistenza alle persone colpite”.
Il Papa ha inviato un primo aiuto finanziario, tramite il Dicastero per il Servizio della Carità – Elemosineria Apostolica, quale segno concreto di prossimità in un momento di emergenza – informa Vatican News -. Si tratta di una somma di 100 mila euro indirizzata direttamente al Secretariado Nacional de Pastoral Social-Cáritas Colombiana della Conferenza episcopale che sta fungendo da punto di coordinamento centralizzato per la raccolta e la distribuzione degli aiuti, affinché possa provvedere alla distribuzione della solidarietà per le diocesi colpite.

L’impegno di Caritas italiana

Caritas Italiana, attraverso fondi CEI, sostiene da tempo insieme a Caritas Colombia un’azione umanitaria proprio nei municipi più remoti del Chocó, il dipartimento in cui si trova l’epicentro del terremoto. L’intervento è rivolto a comunità indigene e afrodiscendenti, oltre che alla popolazione venezuelana che si è stabilita nella regione, persone che vivono condizioni di povertà ed esclusione e soffrono quotidianamente le conseguenze del conflitto armato. La presenza costruita negli anni dalla rete Caritas in questi territori rappresenta oggi una risorsa preziosa. Le relazioni con le comunità, la conoscenza del territorio e il lavoro con le realtà locali possono contribuire a comprendere più rapidamente l’impatto del terremoto e a individuare le persone che rischiano maggiormente di rimanere escluse dai soccorsi.

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(Diocesi di Treviso)