San Giorgetto a Sant’Anastasia, la Giunta approva il progetto di restauro: 760mila euro dalla Soprintendenza per il recupero della chiesa

 La Giunta comunale ha approvato il progetto di fattibilità tecnico economica per l’intervento di prevenzione del rischio sismico, riduzione della vulnerabilità e restauro della chiesa di San Pietro Martire, detta “San Giorgetto“, sita a fianco della Basilica di Santa Anastasia, tra Via A. Massalongo e la piazza. L’edificio, sconsacrato e di proprietà del Comune, è oggi chiuso al pubblico perché inagibile. L’intervento progettato include la muratura con l’arco d’ingresso, sormontato dall’arca di Guglielmo da Castelbarco, che immette nel cortile di accesso del Conservatoriao di Musica Dall’Abaco. I lavori, il cui inizio è previsto entro la fine di ottobre, proseguiranno per circa cinque mesi.

L’intervento, del valore complessivo di 760mila euro, è interamente finanziato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza, nell’ambito delle risorse stanziate dalla legge 232/2016 e assegnate con decreto del Ministero della Cultura del marzo 2022. Sarà la stessa Soprintendenza, in qualità di stazione appaltante, a occuparsi della progettazione esecutiva e della realizzazione dei lavori, sostenendone integralmente i costi: per il bilancio comunale l’operazione non comporterà alcun onere economico.

“Si tratta – dichiara la vicesindaca e assessora ai beni culturali e al patrimonio – di un intervento molto significativo che riguarda un edificio di notevole valore storico artistico, realizzato a partire dalla fine del XIII secolo, di proprietà comunale dal 1807, caratterizzato, all’esterno, da alcune arche scaligere, tra le quali la più nota è quella di Guglielmo di Castelbarco, inglobate nelle murature perimetrali e all’interno di un apparato pittorico di grande interesse. Siamo grati agli enti che, con la Direzione Edilizia Monumentale del Comune di Verona, hanno cooperato per rendere possibile l’avvio dei lavori che consentiranno di riaprire alla pubblica fruizione un edificio monumentale gravemente segnato dal tempo e inaccessibile alla comunità da quasi un decennio: alla Soprintendenza ABAP, in primis, che ha curato la progettazione di fattibilità e che si occuperà della realizzazione dei lavori, ma anche all’Università IUAV che ha condotto preliminarmente la necessaria ricerca storico-documentale”.

Il progetto prevede il consolidamento sismico della struttura e il restauro delle sue componenti più delicate, dai pinnacoli angolari alla cella campanaria, dalle volte a crociera alla copertura, fino al recupero delle parti lapidee, affrescate e lignee dei portali d’accesso e delle arche disposte sulle facciate. Il lavoro della Soprintendenza, che si assume l’intero onere economico e organizzativo dell’intervento, permette di intervenire su un edificio di grande valore senza gravare sul bilancio comunale, nella prospettiva della sua futura riapertura al pubblico. La Giunta ha inoltre approvato lo schema di accordo, ai sensi dell’articolo 15 della legge 241/1990, che disciplina i rapporti tra Comune e Soprintendenza per la realizzazione dell’opera, che una volta conclusa restituirà alla città un luogo oggi precluso alla fruizione pubblica. 

(Comune di Verona)