
(AVN) – Venezia, 28 settembre 2026
“In Veneto, presso le Medicine di Gruppo Integrate c’è un personale di studio e infermieristico di cui la Regione non intende disperdere il patrimonio di competenze e professionalità acquisito negli anni. La questione riguarda, quindi, l’attuale modalità di remunerazione ai MMG dei suddetti relativi, che rimarrà in vigore fino al 31 dicembre di quest’anno. È stata infatti riscontrata una disomogeneità di trattamenti economici e contrattuali nel contesto regionale, ancorché all’interno delle stesse Aziende Ulss. Pertanto, dal primo gennaio dell’anno prossimo la Regione, in occasione della definizione del nuovo modello di Aggregazioni Funzionali Territoriali, intende uniformare la modalità di copertura, fondandola su una remunerazione per quota capitaria uguale su tutto il territorio regionale. Lo abbiamo già ribadito anche in sede di delegazione trattante della Medicina generale alle rappresentanze sindacali”.
Sono parole dell’assessore regionale alla Sanità e alla Programmazione sanitaria, Gino Gerosa, a margine dell’Open Day 2026 che si è tenuto sabato 26 a Villa Nievo Bonin Longare, sede della Fondazione Scuola di Sanità Pubblica, e dedicato al tema “Assistere nel territorio. Come ricerca e formazione della Scuola Formazione Specifica di Medicina Generale possono rispondere alle sfide dell’assistenza primaria, delle Aggregazioni Funzionali Territoriali e delle Case della Comunità”.
“La formazione e la ricerca hanno un valore strategico nella costruzione della medicina di domani – ha aggiunto l’Assessore -. In un momento di profonda trasformazione dell’assistenza territoriale e di crescente complessità organizzativa, infatti, è necessario mettere in relazione competenze, esperienze e punti di vista diversi. La Scuola di Formazione Specifica in Medicina Generale del Veneto è un luogo istituzionale aperto al confronto, nel quale ricerca, formazione e programmazione hanno potuto dialogare”.
L’Open Day ha raccolto una partecipazione ampia e trasversale, riunendo allievi ed ex allievi, tutor MMG territoriali e tutor mentori di classe, coordinatori, docenti, componenti del Comitato Scientifico, figure istituzionali, responsabili e professionisti delle Cure Primarie e della sanità regionale. Tutti hanno potuto confrontarsi, portando letture differenti della stessa realtà, tra esperienza sul campo, formazione, ricerca e responsabilità istituzionale.
Il filo conduttore della mattinata è stato lo sguardo dalla Scuola di oggi alla Scuola di domani. La prima è il patrimonio costruito negli anni: esperienza, formazione, tutoraggio, competenze e relazioni. La seconda è la capacità di trasformare questo patrimonio in nuove sinergie, mettendo a sistema competenze e professionalità.
La lectio magistralis del professor. Gianfranco Damiani, dedicata agli sviluppi della Primary Health Care per la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale, ha aperto una riflessione che è poi proseguita con il tema della ricerca territoriale come possibile identità scientifica della medicina generale. Il contributo del dottor Giancarlo Ruscitti, Direttore Generale dell’Area Sanità e Sociale della Regione del Veneto e la tavola rotonda hanno aperto al confronto di più dimensioni.
Il messaggio emerso sottolinea come le sfide dell’assistenza primaria richiedano competenze diverse che sappiano lavorare insieme, in una logica di integrazione tra professionisti, servizi, formazione, ricerca e istituzioni.
Questo primo Open Day restituisce la prospettiva con cui la Scuola di Formazione Specifica in Medicina Generale del Veneto guarda al proprio futuro: non soltanto per formare i medici di medicina generale, ma per costruire il sistema nel quale quei professionisti saranno chiamati a lavorare. Un’occasione che ha mostrato la possibilità concreta di tenere insieme ciò che spesso viene considerato separatamente: ricerca e operatività, formazione e programmazione, esperienza e innovazione, professionisti e istituzioni.
“È proprio questa apertura, insieme alla capacità di creare dialogo e lavoro in team, a rappresentare uno degli elementi distintivi della Scuola FSMG del Veneto e a renderla un possibile volano per l’evoluzione della medicina generale e dell’assistenza territoriale – conclude l’assessore Gerosa -. La Scuola di oggi fa tesoro della propria storia, quella di domani guarda alle sinergie da costruire. Il punto d’incontro è il sistema: una comunità di competenze che impara a lavorare insieme per una salute più sostenibile.
(SANITA’)
