
(AVN) – Venezia, 2 ottobre 2026
“La Regione del Veneto si è attivata subito non appena è emersa la situazione di Lafert. Ho seguito personalmente il dossier nelle sedi istituzionali competenti perché qui non è in gioco soltanto la continuità produttiva di una singola azienda: c’è il rischio che una vicenda nata sul piano geopolitico produca conseguenze sul lavoro e sulla manifattura veneta”.
Lo afferma Massimo Bitonci, assessore regionale allo Sviluppo economico, intervenendo sul caso di Lafert Spa, l’azienda con sede a San Donà di Piave appartenente al gruppo giapponese Sumitomo con circa 780 lavoratori in Veneto. L’azienda produce motori elettrici per uso civile e utilizza magneti permanenti con terre rare pesanti in circa il 30% della produzione.
Il 24 luglio scorso Lafert è stata inserita dal Ministero del Commercio cinese nell’elenco delle entità sottoposte a controllo delle esportazioni. Il provvedimento riguarda i beni a duplice uso e prevede il blocco delle esportazioni verso le aziende inserite nella lista, salvo specifiche autorizzazioni.
“Appena siamo stati informati della situazione – dichiara Bitonci – ci siamo mossi nelle sedi istituzionali competenti, perché riteniamo necessario fare tutto il possibile per salvaguardare la continuità produttiva e occupazionale. Il Veneto non intende rimanere spettatore di fronte a una situazione che rischia di coinvolgere un’impresa importante del nostro territorio e, più in generale, altre aziende della nostra manifattura”.
Per questo Bitonci ha scritto all’Ambasciatore italiano a Pechino, dopo aver informato il ceo di Lafert cesare Salini, chiedendo di valutare ogni azione utile nei confronti delle autorità cinesi competenti per arrivare allo sblocco delle forniture e segnalando la disponibilità della Regione ad attivare ulteriori interlocuzioni istituzionali. La richiesta si inserisce anche nel quadro dei rapporti economici e istituzionali consolidati tra il Veneto e la Cina. Lo scorso luglio Bitonci aveva incontrato a Venezia la Ministra Consigliera per gli affari economici e commerciali dell’Ambasciata cinese in Italia Luo Jin.
“Il nostro obiettivo è di riportare la situazione alla normalità e consentire a Lafert di ricevere i componenti necessari per proseguire la produzione. Parliamo di un’azienda che produce motori elettrici per uso civile e che ha rappresentato la propria estraneità al settore della difesa. Non possiamo ignorare le conseguenze che un blocco delle forniture può produrre su un’impresa, sui suoi lavoratori e sulle filiere che da essa dipendono. Il tema comunque è anche più ampio della singola Lafert. Quando una restrizione geopolitica arriva fino alla linea produttiva di un’azienda veneta, diventa una questione industriale e occupazionale per il nostro territorio. Per questo è importante che le interlocuzioni diplomatiche proseguano e che si arrivi rapidamente a una soluzione”.
Bitonci sottolinea infine come il Veneto intenda continuare a mantenere aperto il dialogo con la Cina: “Il Veneto ha rapporti economici consolidati con la Cina e intende continuarli attraverso un dialogo istituzionale serio, diretto e costruttivo. Proprio per questo siamo disponibili a fare la nostra parte per favorire una soluzione positiva alla vicenda Lafert, nell’interesse dell’azienda, dei lavoratori e dell’intero sistema produttivo”
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La Regione sta inoltre lavorando all’organizzazione di una missione istituzionale ed economica a Shanghai, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente le relazioni economiche e la collaborazione con il sistema cinese. A breve, inoltre, è in programma in Regione un incontro con i vertici aziendali di Lafert.
(ECONOMIA-LAVORO)
