Nella mattinata dello scorso 2 ottobre 2026, la Polizia di Stato ha tratto in arresto un cittadino italiano, di origini campane, classe ‘71, già gravato da precedenti specifici di polizia, ritenuto presunto responsabile di una truffa aggravata commessa ai danni di un’anziana trevigiana, classe ‘39.
In particolare, la vittima è stata contattata telefonicamente da un soggetto che, qualificandosi falsamente come appartenente all’Arma dei Carabinieri, le riferiva che era stata commessa una rapina utilizzando l’autovettura di proprietà del marito. Con il pretesto di verificare che i gioielli e gli altri oggetti preziosi nella disponibilità della donna non fossero riconducibili alla rapina, il sedicente carabiniere la convinceva a predisporre i monili e i preziosi per sottoporli al controllo di un presunto collega in borghese che sarebbe di lì a poco giunto presso la sua abitazione.
Nel frattempo, gli investigatori della Squadra Mobile di Treviso, impegnati in uno specifico servizio automontato di prevenzione e contrasto delle truffe e dei furti nel capoluogo e nella prima periferia, ricevevano la segnalazione della presenza di un soggetto sospetto nella zona di Silea.
Grazie all’intesa dei due equipaggi degli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Treviso prontamente intervenuti, e alla loro attenta attività di osservazione, pedinamento e controllo, veniva individuato il soggetto riconducibile alla truffa appena consumata ai danni dell’anziana. L’uomo veniva così fermato e sottoposto a controllo. La successiva perquisizione personale consentiva di rinvenire, occultati sulla sua persona, diversi monili e preziosi in oro, per un valore complessivo di circa 9.000 euro.
A seguito di querela dell’anziana e riconoscimento del presunto autore, nonché dei propri preziosi e monili, questi ultimi venivano restituiti alla vittima stessa. Dunque, il soggetto veniva tratto in arresto per truffa pluriaggravata e, inoltre, indagato in stato di libertà per il reato di spendita e introduzione nello Stato, senza concerto, di monete falsificate, essendo consapevolmente in possesso di una banconota contraffatta.
Al termine degli adempimenti di rito, l’arrestato è stato associato presso la locale Casa Circondariale, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
