Il sindaco Venturini al convegno per i cento anni della Bioraffineria Eni

Il centenario della Bioraffineria di Venezia deve essere soprattutto un punto di partenza per i prossimi cento anni di storia industriale di Porto Marghera, con nuovi investimenti, ricerca, innovazione e produzioni sempre più sostenibili. È il messaggio lanciato dal sindaco di Venezia, Simone Venturini, intervenuto questo pomeriggio all’M9 – Museo del Novecento di Mestre alla celebrazione per i cento anni del sito industriale di Venezia-Porto Marghera, oggi Bioraffineria Enilive.

L’appuntamento, dal titolo “Ieri, oggi, domani. Storie di evoluzione industriale e crescita del territorio”, ripercorre il periodo 1926-2026 e il legame tra la presenza di Agip-Eni, Porto Marghera e lo sviluppo economico e sociale del territorio veneziano.

Venturini ha richiamato il rapporto profondo tra la storia industriale di Marghera e quella delle generazioni che qui hanno trovato lavoro e opportunità, ricordando anche il proprio legame personale con il quartiere urbano della città giardino, dove è nato e cresciuto. Un percorso lungo un secolo che, ha sottolineato, non può essere letto cancellandone le contraddizioni, ma che ha rappresentato per migliaia di famiglie un’occasione di crescita e di emancipazione.

“Porto Marghera è nata e cresciuta grazie alle braccia, alle competenze e all’intelligenza di tantissime persone arrivate soprattutto dal Veneto, dal Friuli e da altri territori – ha dichiarato – Quella grande stagione industriale ha dato a molte famiglie la possibilità di uscire dalla povertà e costruire il proprio futuro. Il lavoro è stato al centro del Novecento e per moltissimi anni lavoro e industria hanno camminato insieme. Questa storia va ricordata nella sua complessità, senza nostalgia e senza romanticizzare il passato, ma riconoscendo ciò che ha significato per il nostro territorio”.

Secondo il sindaco, le trasformazioni economiche e geopolitiche degli ultimi anni hanno riportato al centro il tema della capacità produttiva, dell’autonomia energetica e della sicurezza delle filiere strategiche. In questo quadro Porto Marghera può continuare a svolgere un ruolo centrale, a condizione di accompagnare la transizione verso un’industria diversa da quella del Novecento, fondata sulla sostenibilità ambientale, sulla ricerca, sull’innovazione e su produzioni ad alto valore aggiunto.

“Questo centenario non può essere soltanto l’occasione per guardare i filmati in bianco e nero e ricordare da dove siamo partiti – ha proseguito – Deve servire soprattutto a costruire il futuro. Venezia non può pensarsi soltanto come città d’arte e di turismo: deve conservare una forte componente industriale, logistica e portuale. Abbiamo bisogno di un’industria moderna, ambientalmente sostenibile, capace di investire nella ricerca, nella chimica avanzata, nelle nuove tecnologie e nelle filiere che saranno decisive per l’autonomia del nostro Paese”.

In questa prospettiva, il primo cittadino ha richiamato la responsabilità dei grandi gruppi industriali nei confronti dei territori nei quali operano.

“Ai grandi campioni industriali italiani chiediamo di essere sempre più presenti a Venezia e di investire guardando al futuro – ha aggiunto – Porto Marghera non può prescindere da Eni. Questo significa valorizzare ciò che già esiste, contribuire a ripensare le aree che non ospitano più produzioni e intercettare nuovi segmenti di mercato, dall’idrogeno alle nuove filiere strategiche. La Bioraffineria rappresenta bene la trasformazione di Porto Marghera: un’area industriale che deve continuare ad attrarre investimenti, sviluppare nuove produzioni e rispondere ai nuovi bisogni del Paese”.

L’obiettivo è mantenere un rapporto strutturale tra città e industria: “Vogliamo affrontare altri cento anni di storia industriale – ha concluso – Venezia deve continuare a essere riconosciuta nel mondo per il suo patrimonio, per la cultura e per l’arte contemporanea, ma deve essere anche una città capace di esercitare una leadership nei settori industriale, portuale e logistico. Su questo percorso contiamo molto su Eni, ed Eni sa di poter contare su Venezia”.

La sessione istituzionale dell’iniziativa è stata introdotta da Giuseppina Riggio, responsabile della Bioraffineria di Venezia Enilive, con l’intervento di Francesco Gattei, Chief Transition & Financial Officer, Chief Operating Officer e direttore generale di Eni. I saluti istituzionali hanno coinvolto anche Matteo Gasparato, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, è Alberto Stefani, di cui è stato letto un messaggio istituzionale.

Il programma è proseguito con il panel “Un secolo di energia, innovazione e trasformazione”, con Giuseppina Riggio, il giornalista e saggista Paolo Bricco, lo scrittore Marcello Fois, fresco vincitore del Premio Campiello, e Carlo Bagnoli, professore ordinario e prorettore allo sviluppo dell’Università Ca’ Foscari Venezia e fondatore di VeniSIA, con la moderazione di Nicola Veschi, cronista e inviato di Sky TG24.

Il secondo confronto, “Costruire il futuro”, ha visto dialogare Antonietta De Sanctis, responsabile Programmi di accelerazione e iniziative sui territori di Eni Joule, Claudio Feltrin, presidente di Arper, Lorenzo Bernardi, direttore Salute, Sicurezza e Ambiente di Fassa Bortolo, e Davide Rossetti, amministratore delegato di Sidi Sport, con la moderazione di Carlo Bagnoli.
Le conclusioni sono state affidate a Raffaella Lucarno, responsabile Bio Industrial & Supply Enilive.

(Comune di Venezia)