Bieticoltura, il sostegno della Regione del Veneto: obiettivo 250 mila ettari

Riportare in attività lo zuccherificio di Pontelongo, rafforzare la coltivazione della barbabietola da zucchero e dare certezze alle aziende agricole che scelgono di investire in questa filiera. Sono queste le priorità emerse dall’incontro che si è svolto venerdì scorso a Palazzo Balbi, a Venezia, tra l’assessore regionale all’Agricoltura Dario Bond, il presidente di Coprob Luigi Maccaferri accompagnato dal direttore generale e dai due vicepresidenti, e i rappresentanti delle organizzazioni agricole.

All’incontro ha partecipato nella delegazione di Coldiretti Veneto, il presidente di Coldiretti Padova Roberto Lorin, che esprime soddisfazione per l’attenzione rivolta ad un comparto chiave.
“Ringraziamo l’assessore Bond per aver preso a cuore la situazione della bieticoltura veneta e convocato questo tavolo con le associazioni di categoria. Da parte nostra abbiamo ribadito come la bieticoltura sia un settore strategico per l’agricoltura veneta, una filiera fondamentale che non possiamo perdere e per la quale è doveroso impegnarsi fino in fondo. A Padova oltretutto abbiamo anche l’obiettivo di incrementare le semine per garantire la piena ripresa operativa dello Zuccherificio di Pontelongo, una realtà strategica per la nostra provincia, un presidio produttivo che va adeguatamente sostenuto perché da qui esce il vero zucchero made in Italy, una eccellenza da tutelare anche a livello europeo.
Da parte nostra confermiamo la volontà di continuare in questa direzione attraverso gli incontri territoriali con i nostri produttori, in collaborazione con la dirigenza e i tecnici di Coprob. Abbiamo già organizzato un primo incontro al quale ne seguiranno altri in questi mesi, proprio per informare e assistere anche sotto il profilo tecnico i nostri produttori. La salvaguardia dell’impianto di Pontelongo e la tenuta della bieticoltura veneta richiedono un’alleanza salda tra mondo agricolo e industriale e la presenza di un tecnico è una ulteriore garanzia per i nostri produttori, così come il sostegno concreto alle aziende che scelgono questa coltivazione. L’obiettivo primario è dare certezze economiche alle aziende agricole per invertire la rotta e recuperare le superfici necessarie già a partire dalla prossima campagna di semina”, conclude Lorin.

“Anche quest’anno la bietola ha dimostrato una buona capacità di resistere a condizioni climatiche difficili – spiega Bond -. Questo, però, non significa che possiamo lasciare le aziende sole davanti ai rischi e all’aumento dei costi. Le possibilità di successo di una coltura devono essere accompagnate da condizioni economiche che rendano conveniente coltivarla. È un principio che vale per tutta l’agricoltura veneta e che, per una filiera come quella saccarifera, diventa ancora più importante”.

In questo quadro si inserisce il sostegno economico alla coltivazione, a partire dall’aiuto accoppiato per ettaro e dalla misura regionale attivata per la campagna 2026. La possibilità di confermare quest’ultimo intervento anche per il 2027 è stata indicata dalla filiera come un elemento importante per consolidare le superfici e dare continuità alla produzione: “Il sostegno regionale è parte di una strategia per mantenere viva una produzione strategica. Lavoreremo perché ci siano le condizioni per accompagnare anche la prossima campagna. Gli agricoltori devono poter programmare le semine sapendo di avere davanti prospettive credibili, non soltanto incertezze”.

Il dato più significativo emerso dal confronto riguarda le prospettive per il 2027. Le attività di promozione avviate da Coprob nei mesi di agosto e settembre hanno già consentito di raccogliere offerte di coltivazione per oltre 15.000 ettari, superando le aspettative iniziali. Per garantire le condizioni produttive necessarie al funzionamento di entrambi gli stabilimenti, l’obiettivo è arrivare a circa 25.000 ettari complessivi: “E’ un segnale incoraggiante: significa che c’è ancora fiducia nella bieticoltura e che gli agricoltori sono disponibili a scommettere su questa filiera. Ma non possiamo fermarci al primo risultato. Dobbiamo passare dagli oltre 15.000 ettari già raccolti all’obiettivo dei 25.000. Ho chiesto alle organizzazioni agricole di lavorare insieme a Coprob. La Regione farà la sua parte, perché vogliamo creare le condizioni per riaprire Pontelongo”.

Il confronto ha affrontato anche gli scenari del mercato europeo dello zucchero, le importazioni e le possibili ricadute degli accordi commerciali internazionali, compresi quelli con Ucraina e Paesi del Mercosur. La necessità è garantire che la produzione europea e italiana possa competere in condizioni sostenibili, senza che la pressione delle importazioni comprometta gli investimenti e il futuro delle aziende agricole.

Accanto al sostegno alle superfici, Bond ha richiamato la necessità di individuare strumenti per accompagnare gli investimenti, valorizzare gli impianti e diversificare, dove possibile, l’utilizzo delle strutture e delle centrali termiche anche al di fuori della tradizionale campagna saccarifera.

“Ringrazio per l’incontro e la disponibilità l’assessore Bond e la Regione, a partire dal presidente Alberto Stefani – ha detto il presidente di Coprob Maccaferri -. La raccolta 2026 sta volgendo al termine consegnandoci una bietola decisamente più resiliente delle altre coltivazioni ai cambiamenti climatici con produzioni per una buona parte di campagna decisamente positive. Oggi a due mesi dall’apertura delle contrattazioni per il 2027 le offerte di coltivazioni hanno raggiunto valori inaspettati che ci fanno ben sperare per il prossimo anno. L’obiettivo dichiarato è quello di raggiungere la superficie sufficiente per riprendere l’attività nello stabilimento di Pontelongo, in un contesto europeo di aumento del prezzo dello zucchero a causa della forte riduzione di produzione che sta interessando tutta l’Europa. L’azione congiunta con le Organizzazioni agricole sarà fondamentale, come sarà fondamentale il mantenimento dell’aiuto accoppiato da parte della Regione e il suo sostegno alle azioni di cui necessita la filiera saccarifera nei prossimi mesi”.

(Coldiretti Treviso)