La Giunta comunale, nel corso dell’ultima seduta, su proposta dell’assessore alla Coesione sociale e al Patrimonio Ermelinda Damiano, ha approvato due delibere che definiscono gli indirizzi per la concessione a titolo gratuito di immobili comunali destinati ad attività di interesse pubblico. I provvedimenti riguardano il rinnovo e l’ampliamento degli spazi dell’Emporio della Solidarietà a Sant’Alvise, gestito dall’associazione Corte del Forner ODV ETS, e l’individuazione di una nuova sede per la Fondazione Venezia per la Ricerca sulla Pace nel sestiere di San Marco.
Con la prima delibera la Giunta ha stabilito gli indirizzi per una concessione triennale a favore di Corte del Forner, che opera all’interno del complesso dell’ex Ospedale pediatrico Umberto I, a Cannaregio 3144. Il provvedimento prevede la conferma dei locali già utilizzati, costituiti dall’ex portineria al piano terra, dove vengono distribuiti beni di prima necessità alle persone in difficoltà, e da una porzione dell’ex deposito Ulss adibita a magazzino. A questi si aggiunge un appartamento al primo piano, attualmente inutilizzato, che potrà consentire di ampliare gli spazi dedicati alla distribuzione di parafarmaci.
L’Emporio della Solidarietà è attivo a Sant’Alvise dal novembre 2019, quando venne inaugurato negli spazi dell’ex portineria dell’Umberto I, inizialmente concessi alla Fondazione Casa dell’Ospitalità. Nel febbraio 2023 la Giunta aveva approvato l’assegnazione diretta dei locali all’associazione Corte del Forner, formalizzata con una concessione triennale giunta a scadenza il 10 aprile 2026.
“Con questo provvedimento vogliamo garantire continuità a un servizio che da quasi sette anni rappresenta un punto di riferimento per le persone e le famiglie in difficoltà del nostro territorio – dichiara l’assessore Damiano – Allo stesso tempo, attraverso la disponibilità di nuovi spazi, poniamo le basi per ampliarne le attività, sostenendo il lavoro dei volontari e rafforzando una realtà che ha saputo costruire nel tempo un importante legame con la comunità”.
Il progetto, sviluppato in collaborazione con il Comune di Venezia, sostiene persone e famiglie in difficoltà economica seguite dai Servizi sociali comunali, con particolare attenzione ai residenti del centro storico e delle isole. Accanto alla distribuzione gratuita di generi alimentari e beni di prima necessità, l’associazione promuove attività di ascolto, assistenza e orientamento, oltre al recupero delle eccedenze e al contrasto dello spreco alimentare.
La seconda delibera riguarda la Fondazione Venezia per la Ricerca sulla Pace, per la quale la Giunta ha individuato un locale comunale di 136 metri quadrati, attualmente inutilizzato, situato in San Marco 3998, da concedere gratuitamente per cinque anni.
La Fondazione dispone attualmente di spazi nell’ex Convento dei Servi di Maria a Sant’Elena, assegnati dal Comune con una concessione risalente al 2005. La collocazione decentrata ha tuttavia limitato nel tempo la funzionalità della sede. L’individuazione dei nuovi locali nel sestiere di San Marco risponde quindi all’esigenza di offrire un luogo più accessibile e adeguato allo svolgimento delle attività, favorendo anche un rapporto più diretto con la cittadinanza e le istituzioni.
“La cultura della pace cresce quando la ricerca e le conoscenze diventano occasioni di confronto aperte alla comunità – aggiunge l’assessore Damiano – È questo il valore del lavoro che la Fondazione porta avanti nella promozione dei diritti umani, del dialogo tra culture e della cooperazione internazionale, attraverso studi, convegni, iniziative educative e collaborazioni con università e centri di ricerca. Con una sede più accessibile vogliamo favorire una partecipazione più ampia a queste attività, coinvolgendo anche le nuove generazioni e rafforzando il legame con la città”.
In questo percorso si inserisce anche l’accordo di collaborazione sottoscritto il 7 maggio 2026 tra Comune di Venezia, Fondazione e Università Iuav di Venezia per la riqualificazione e valorizzazione dell’ex chiesa delle Terese, con l’obiettivo di sviluppare attività universitarie dedicate alla ricostruzione dei territori colpiti da guerre e conflitti.
Entrambe le delibere prevedono la custodia dei locali, la manutenzione ordinaria e la rendicontazione annuale delle attività svolte da parte dei concessionari.
