In occasione del V Summit “Aria Pulita per il Veneto” a Venezia, Legambiente diffonde i dati del bilancio dell’estate 2026 sulle concentrazioni di ozono della Pianura Padana

 Venezia, 23 ottobre 2026                                       Comunicato stampa

In occasione del V Summit “Aria Pulita per il Veneto” a Venezia, Legambiente diffonde i dati del bilancio dell’estate 2026 sulle concentrazioni di ozono della Pianura Padana

Ozono troposferico, estate nera per le regioni del bacino padano: superata la soglia dei 25 giorni di sforamento all’anno in 35 capoluoghi, con in totale 2.834 giorni di superamento.
 Guidano la classifica Bergamo con 116 giorni di sforamento, Monza (111), Piacenza (104) e Brescia (100)

Focus sui Comuni veneti con più di 30mila abitanti:
Tra gli interventi chiave contro l’inquinamento padano la mobilità sostenibile: colonnine di ricarica in crescita (+14%) ma il TPL arranca.
Dalle amministrazioni la richiesta di risorse economiche adeguate e stabili nel tempo

“Di fronte a un’emergenza che non lascia tregue stagionali, il recepimento della nuova Direttiva UE 2024/2881 è il banco di prova per l’Italia.
Al Governo e Parlamento chiediamo una strategia nazionale sulle cause strutturali dell’inquinamento, con un piano straordinario per la Pianura Padana, obiettivi vincolanti e risultati misurabili a tutela della salute”

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Dalla morsa dell’ozono estivo al ritorno delle polveri sottili invernali: in Pianura Padana l’emergenza inquinamento atmosferico non conosce tregua stagionale, strettamente connessa al cambiamento climatico. A ricordarlo è Legambiente che, in occasione del V Summit “Aria Pulita per il Veneto” che si è tenuto oggi a Venezia – promosso da Legambiente Veneto con la Regione e Arpa Veneto -, pubblica il bilancio dell’estate 2026 sulle concentrazioni di ozono nelle quattro regioni della Pianura Padana (Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto).

Secondo l’associazione ambientalista l’estate 2026 è stata nera per le città capoluogo padane, non solo per le temperature record, ma anche per gli elevati livelli di ozono troposferico registrati dalle centraline urbane di monitoraggio della qualità dell’aria: dal 1° maggio al 30 settembre 2026 in tutte le 35 città capoluogo nell’area del bacino padano è stato superato il limite previsto dalla normativa di 25 giorni all’anno di sforamenti. Nel dettaglio sono 4 le città ad aver superato i 100 giorni di sforamento (Bergamo con 116, Monza 111, Piacenza 104 e Brescia con 100); 18 le città ad aver raggiunto sforamenti compresi tra i 76 e i 99 giorni, triplicando il limite normativo; 10 le città che lo hanno almeno doppiato, con sforamenti compresi tra i 50 e i 74 giorni e 4 le città fuorilegge con sforamenti compresi tra 31 e 49 giorni. In Veneto 4 dei 7 capoluoghi analizzati hanno superato di oltre 3 volte il limite dei 25 giorni (Vicenza 98, Padova 84, Verona e Rovigo 77), due capoluoghi di almeno il doppio (Venezia 66 e Treviso 60), solo Belluno, ultima in classifica per gli sforamenti nel bacino padano, si è fermata a 31.
Un peggioramento rispetto ai già preoccupanti valori registrati nel triennio precedente (2023-2025): sommando i giorni di sforamento di ogni anno per tutte le città analizzate in Pianura Padana, l’estate 2026 ha raggiunto la cifra cumulata di 2.834 giorni di sforamento, superando i 1.727 giorni registrati nel 2023, i 1.465 del 2024 e i 1.529 nel 2025.

Di fronte a questa situazione critica, costantemente fuori controllo ma spesso sottovalutata dall’opinione pubblica e dalle istituzioni, e in vista dell’imminente emergenza invernale legate alle polveri sottili, Legambiente lancia l’appello al Governo, al Parlamento e alle Regioni di non perdere l’occasione del recepimento della nuova Direttiva europea 2024/2881 sulla qualità dell’aria, evitando deroghe o clausole per giustificare eventuali ritardi nel raggiungimento degli obiettivi.

Quattro le priorità per l’associazione:

1) Agire subito, senza aspettare il 2030: i nuovi standard della qualità dell’aria UE devono orientare da oggi le politiche nazionali e regionali. Il quadriennio 2026–2029 è decisivo per avviare interventi preventivi nelle aree critiche – a partire dalla Pianura Padana – verso i target OMS.
2) Superare la frammentazione tramite una strategia nazionale coordinata sulle principali sorgenti emissive: occorre una regia nazionale su trasporti, energia, industria e agricoltura integrata con la pianificazione delle Regioni.
3) Passare dagli impegni ai risultati misurabili: Servono piani con obiettivi verificabili, risorse dedicate, responsabilità definite e monitoraggi periodici; eventuali proroghe al raggiungimento degli standard devono rimanere eccezionali, adeguatamente motivate e non trasformarsi in un alibi per ritardare le politiche di riduzione dell’inquinamento.
4) Informazione e tutela della salute: Garanzia di dati sulla qualità dell’aria accessibili, tempestivi e comprensibili, unitamente a sistemi di previsione degli episodi critici con relative campagne informative sugli aspetti sanitari rivolte alla popolazione.

“L’ozono — dichiara Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente — è il nemico invisibile delle nostre estati e la cartina tornasole della qualità dell’aria, con la Pianura Padana al centro come hotspot europeo. Ma l’inquinamento non conosce tregue stagionali. Il recepimento della nuova Direttiva europea 2024/2881 sulla qualità dell’aria, che fissa al 2030 il limite più stringente di 18 superamenti, è il vero banco di prova per consentire all’Italia di lasciarsi alle spalle la stagione delle infrazioni, ma soprattutto per garantire aria pulita e salubre: ancora oggi In Italia solo l’ozono causa 11.000 morti premature, il 17% del totale europeo. Al Governo e al Parlamento chiediamo una strategia nazionale coordinata che intervenga sulle cause strutturali dell’inquinamento, garantendo una regia multilivello, obiettivi vincolanti e risorse dedicate. Servono scelte coraggiose: più trasporto pubblico, mobilità condivisa e ciclabile, veicoli a zero emissioni, elettrificazione dei riscaldamenti e innovazione sostenibile in industria e agricoltura, per tutelare la salute della cittadinanza e l’ambiente”.

Focus Veneto: il punto sulla mobilità sostenibile. Tra gli interventi chiave per ridurre le emissioni in Pianura Padana, la svolta sui trasporti resta decisiva. Dal questionario somministrato da Legambiente Veneto tra il 1° luglio e il 30 settembre ai Comuni sopra i 30mila abitanti emerge un’ottima pianificazione (PAESC in tutti i capoluoghi e PUMS quasi ovunque, tranne Rovigo), ma un’attuazione a due velocità. Le colonnine elettriche crescono del 14% — guidate da San Donà di Piave (>67 ogni 10mila ab.) e Padova (>20 tra i capoluoghi), con forti rialzi a Chioggia (+74%) e Bassano (+40%) —, ma la rete resta disomogenea e vede i cali di Rovigo (-14%) e Verona (-3,8%). Il Trasporto Pubblico Locale continua ad arrancare, mentre calano incentivi comunali e campagne informative (attive solo a Bassano, Padova, Treviso e Schio). Bene l’adesione a MoVe-In * (escluse solo Bassano e Schio) che resta però velleitario e depotenziato a causa delle troppe deroghe e gli investimenti territoriali, con quasi 898 milioni di euro per 96 progetti tra PNRR e FESR (Fondo europeo di sviluppo regionale). Dagli enti locali però un appello chiaro: le risorse straordinarie non bastano, servono finanziamenti nazionali stabili per accelerare la transizione nell’aria padana.

“La Pianura Padana – aggiunge Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto – non può continuare ad affrontare la piaga dell’inquinamento atmosferico come un’emergenza stagionale. Servono politiche coordinate, strutturali e con risultati verificabili. Come dimostrano i dati del nostro Focus sui Comuni veneti, le amministrazioni locali stanno facendo la propria parte sulla pianificazione e sugli investimenti, ma da sole non possono farcela. Chiediamo un impegno diretto e prioritario di Governo e Parlamento, attraverso un piano nazionale straordinario per il bacino padano che affianchi le Regioni e i Comuni con risorse stabili, riforme e strumenti adeguati”.

L’ozono, il cambiamento climatico e l’impatto sulla salute. L’ozono troposferico – inquinante tipicamente estivo nato dalla reazione della luce solare con gli ossidi di azoto, i composti organici volatili e il metano – in Europa causa circa 63.000 morti premature all’anno, oltre 11.000 delle quali solo in Italia (fonte EEA). Prende il sopravvento nei mesi caldi, quando i livelli di polveri sottili e biossido di azoto calano, alimentandosi dei veleni già presenti nell’atmosfera. A peggiorare il quadro sono i crescenti livelli di metano, potente gas serra e principale precursore dell’ozono, in Pianura Padana emesso in larga parte dagli allevamenti intensivi. Per abbatterlo serve tagliare drasticamente tutti i precursori locali e rispettare gli impegni sul Global Methane Pledge, su cui finora l’Italia ha fatto ben poco.

Nota metodologica. Il bilancio estivo 2026 sull’ozono in Pianura Padana è una elaborazione di Legambiente su base dati ISPRA e Arpa, registrati dalle centraline urbane di monitoraggio della qualità dell’aria presenti nelle città capoluogo, esclusa Pavia di cui non si dispongono i dati per mancanza di centralina (vandalizzata la scorsa primavera).

*sistema che permette di circolare con veicoli soggetti a limitazioni ambientali del traffico

Bilancio estate 2026: classifica delle concentrazioni di ozono nelle 4 regioni della Pianura Padana
  (1° maggio-30 settembre)

REGIONE CITTA’ STAZIONE (FONDO URBANO) Giorni sforamento
 estate 2026
Lombardia Bergamo via Meucci 116
Lombardia Monza via Machiavelli 111
Emilia-Romagna Piacenza PARCO MONTECUCCO 104
Lombardia Brescia Villaggio Sereno 100
Lombardia Lecco Via Sora 98
Lombardia Milano Verziere 98
Veneto Vicenza Quartiere Italia 98
Emilia-Romagna Reggio Emilia S. LAZZARO 97
Lombardia Cremona Via Fatebenefratelli 95
Lombardia Varese Vidoletti 95
Piemonte Novara Arpa 95
Piemonte Asti D’Acquisto 94
Lombardia Lodi S. Alberto 93
Piemonte Torino Rubino 92
Piemonte Alessandria Volta 91
Emilia-Romagna Parma CITTADELLA 85
Veneto Padova Mandria 84
Emilia-Romagna Modena PARCO FERRARI 83
Emilia-Romagna Forlì PARCO RESISTENZA 80
Piemonte Biella Sturzo 78
Veneto Verona Giarol Grande 77
Veneto Rovigo Borsea 77
Emilia-Romagna Bologna GIARDINI MARGHERITA 73
Emilia-Romagna Ferrara VILLA FULVIA 73
Piemonte Vercelli Coni 72
Lombardia Como viale Cattaneo 70
Veneto Venezia Parco Bissuola 66
Piemonte Cuneo Alpini 64
Lombardia Mantova S.Agnese 63
Veneto Treviso Via Lancieri di Novara 60
Piemonte Verbania Gabardi 55
Emilia-Romagna Faenza PARCO BERTOZZI 50
Emilia-Romagna Ravenna CAORLE 43
Lombardia Sondrio via Paribelli 42
Emilia-Romagna Rimini MARECCHIA 31
Veneto Belluno Parco Città di Bologna 31

(Legambiente Veneto)