Gestione rifiuti – Brusco (M5S): “Bravi i veneti, ma dove c’è troppa burocrazia, come a Verona, gli sforzi vengono vanificati”

Gestione rifiuti – Brusco (M5S): “Bravi i veneti, ma dove c’è troppa burocrazia, come a Verona, gli sforzi vengono vanificati”

(Arv) Venezia 23 apr. 2020 – La relazione illustrata nella Seconda commissione consiliare sulla produzione e gestione dei rifiuti, alla presenza del Direttore Generale di ARPAV Luca Marchesi, ha messo in evidenza molte luci, ma alcune ombre”. Ad affermarlo, il Consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Manuel Brusco che aggiunge: “Assistiamo anche quest’anno a un miglioramento rispetto al raggiungimento degli obiettivi, e questo è merito dell’impegno degli enti, ma soprattutto dei cittadini: ogni veneto produce pro capite 460 kg di rifiuti, un quantitativo inferiore rispetto alla media nazionale, ma nel 60% dei comuni il dato si abbassa ancora, fino a 420 kg a testa. Un altro dato importante è quello relativo alla raccolta differenziata: nella quasi totalità dei comuni si raggiungono percentuali elevatissime, e questo elemento consente di classificare la nostra regione come tra le più virtuose d’Italia. Virtù che si traduce in risparmio”.

“Maglia nera in questa classifica resta però il Comune di Verona che non riesce a raggiungere quasi nessun obiettivo di Piano. Infatti – evidenzia il Consigliere – la raccolta differenziata raggiunge il 54% e il quantitativo di kg di rifiuti è più elevato rispetto alla media degli altri comuni, anche capoluogo di provincia. Ciò avviene malgrado il Comune di Verona sia inserito in un Bacino a se stante, chiamato ‘Verona Città’, un unicum in Veneto: una soluzione che dovrebbe garantire maggiore efficienza, ma che produce evidentemente un effetto opposto”.

“L’individuazione di ben 3 bacini di rifiuti in Provincia di Verona – sottolinea l’esponente pentastellato – sta penalizzando i risultati della nostra Provincia. Ricordo che, come previsto dalla legge 52/2012, istitutiva dei bacini dei rifiuti, gli stessi hanno anche lo scopo di trovare le giuste soluzioni al fine di raggiungere i livelli imposti anche dalla legislazione europea, come ad esempio il raggiungimento del livello del 65% per quel che concerne la raccolta differenziata”.

“Il sistema va ripensato – conclude Brusco – quello attuale sta producendo solo costi in più e minori risultati”.

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(Consiglio Veneto)

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