Prima Commissione – Fondi dei gruppi consiliari da destinare alle emergenze: presentato il Pdl. Via libera all’iter per la fusione dei comuni di Isola Rizza e S. Pietro di Morubio

Prima Commissione – Fondi dei gruppi consiliari da destinare alle emergenze: presentato il Pdl. Via libera all’iter per la fusione dei comuni di Isola Rizza e S. Pietro di Morubio

(Arv) Venezia 22 apr. 2020 – Nel corso dell’odierna seduta telematica della Prima commissione permanente del Consiglio regionale del Veneto presieduta da Alessandro Montagnoli (Lega Nord), Vicepresidente Claudio Sinigaglia (Partito Democratico), è stato presentato dal primo firmatario, il Capogruppo della Lega Nord Nicola Finco, il Progetto di legge n. 504 che propone, in sintesi, di introdurre un nuovo articolo alla legge regionale 27 novembre 1984, n. 56 “Norme per il funzionamento dei Gruppi consiliari” per consentire a ciascun gruppo la restituzione alla Giunta regionale, nei tempi e nei modi previsti dalle norme vigenti in materia, dei fondi messi a sua disposizione, destinandoli al finanziamento delle politiche regionali, anche per il contrasto delle emergenze. Nello specifico, l’applicazione concreta della modifica consentirebbe la restituzione dei contributi assegnati ai Gruppi destinandoli, in questo caso, all’emergenza Covid-19. La Proposta sarà ulteriormente approfondita ed esaminata nel corso delle prossime sedute.

In apertura dei lavori, la Commissione, in sede di esame del Progetto di legge n. 499, di iniziativa della Giunta regionale, relativo all’istituzione del nuovo Comune denominato ‘Borgo Veronese’ mediante fusione dei Comuni di Isola Rizza e San Pietro di Morubio (aderenti all’Unione dei Comuni Destra Adige dalla quale sono usciti gli altri Comuni che la componevano, ovvero Angiari e Roverchiara) ha sentito in audizione, dopo i Sindaci che avevano partecipato ad una precedente seduta, la Capogruppo dei consiglieri di minoranza facenti capo a “Impegno Trasparenza e Lealtà per Isola Rizza – Bissoli Federica Sindaco” del Consiglio comunale di Isola Rizza. Nel corso del suo intervento, la Capogruppo Bissoli ha posto l’accento su una serie di criticità emerse lungo il percorso di fusione tra le quali quelle legate alla partecipazione e alla condivisione del progetto con la cittadinanza e i portatori d’interesse, anche in vista della futura consultazione referendaria, nonché all’individuazione di una data che contemperi l’esigenza di rendere maggiormente consapevole la popolazione circa gli esiti della fusione con le priorità dettate dall’attuale situazione emergenziale. Di seguito la Commissione, a larga maggioranza, senza voti contrari, ha approvato il Pdl n. 499 e ha dato così il via all’iter formale di fusione destinato a sfociare nel referendum consultivo della popolazione dei due comuni veronesi, ai sensi della legge regionale 24 dicembre 1992, n. 25 “Norme in materia di variazioni provinciali e comunali”, come da ultimo modificata con la legge regionale 30 gennaio 2020, n. 3.

Successivamente, la Commissione ha approvato all’unanimità il Parere alla Giunta regionale n. 523 che definisce criteri, parametri e standard minimi per la redazione degli studi di fattibilità di fusione tra comuni, di cui all’art. 10, comma 3bis della legge regionale 27 aprile 2012, n.18, introdotto dalla già citata L. reg. n. 3/2020 che, tra l’altro e in sintesi, ha inteso responsabilizzare le collettività e gli Enti locali interessati sull’importanza del processo di fusione e sui suoi esiti. Numerose le novità introdotte nell’ultimo intervento legislativo: è stato previsto, ad esempio, che ciascun comune effettui sondaggi per valutare il grado di consenso delle popolazioni e delle parti economico-sociali coinvolte; è stato reintrodotto il quorum di partecipazione alla consultazione referendaria; inoltre, viene richiesta la compartecipazione, secondo una quota stabilita dalla Amministrazione regionale, dei Comuni proponenti alle spese della consultazione referendaria. È previsto inoltre un giudizio semplificato di meritevolezza per quei processi di fusione riguardanti i Comuni interessati già da tempo da fenomeni associativi come l’Unione di Comuni o la gestione associata di funzioni mediante convenzione. Tra gli ulteriori elementi di novità, oggetto peraltro del provvedimento affrontato oggi dalla Commissione, la necessità di prevedere standard minimi ai quali gli studi di fattibilità relativi alla fusione devono attenersi, e ciò in quanto analoghi studi, presentati in occasione di precedenti iniziative di fusione, erano caratterizzati da elementi di eterogeneità che spesso richiedevano integrazioni ulteriori. Il provvedimento approvato oggi è volto stabilire gli elementi che dovranno ritenersi posti alla base della redazione di ogni studio di fattibilità. Più precisamente, detti studi non potranno prescindere dall’inserimento del quadro normativo e del quadro conoscitivo di riferimento (caratteristiche strutturali, demografiche e socio-economiche del territorio, dimensione organizzativa ed economico-finanziaria, valutazioni di fattibilità del progetto di fusione), nonché dalla predisposizione di un Piano di comunicazione rivolto ai diversi portatori d’interesse e agli interlocutori istituzionali.

Approvata all’unanimità, infine, la proposta di candidatura relativa alla designazione di un componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.

 

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(Consiglio Veneto)

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